È ancora allarme dispersione scolastica: a Catania si arriva al 25%, contro una media nazionale che è esattamente la emetà. A scriverlo è il presidente della Corte d’Appello di Catania, Filippo Pennisi nella relazione dell’Anno giudiziario nel distretto, che spiega: “Ci sono altissimi tassi di devianza correlati ad abbandono della scuolaIl Tribunale per i minorenni di Catania – aggiunge – svolge la propria attività in un territorio storicamente afflitto dalle condizioni di “povertà educativa” di larga parte della popolazione minorile e sconta, nella propria azione, una cronica e grave carenza di risorse amministrative, come già segnalato nelle relazioni d’inaugurazione degli anni passati. Il presidente di quel Tribunale rappresenta altresì che, nel periodo in esame, la persistente emergenza sanitaria da Covid-19 e la correlata crisi economica hanno acuito i conflitti familiari e le condizioni di marginalità, generando nuove povertà e fasce di devianza o disagio”.

“Queste dichiarazioni – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – confermano che contro la dispersione si continua a fare poco: servono organici maggiorati in quelle zone dove il tasso di dispersione è maggiore, serve più tempo scuola, con gli istituti aperti anche di pomeriggio e almeno il sabato, bisogna ripristinare i 200 mila docenti e i 50 mila Ata cancellati con gli assurdi tagli della Legge 133/2008, come pure le sedi autonome, altro che dimensionamento delle sedi di presidenza e Dsga. Occorre un collegamento di qualità con il territorio, che deve comunicare con la scuola in modo diretto e senza filtri. Queste disposizioni sono fondamentali per vincere la dispersione e il record di Neet”, conclude Pacifico.

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