Il segretario generale Uil Scuola Rua: dobbiamo riportare l’argomento al vertice dell’agenda politica del governo.

Parliamone tutti i giorni, la sicurezza nelle scuole deve essere una priorità. Il nostro obiettivo non è diminuire o ridurre le morti per scuola, bensì azzerarle, riportando la discussione all’apice dell’agenda politica del Governo. È questo quello che abbiamo ribadito mercoledì 24 e giovedì 25 maggio in Calabria nelle ultime tappe del tour regionale UIL sulla sicurezza.
Abbiamo parlato e dibattuto con le studentesse e gli studenti dell’istituto Pertini-Santoni di Crotone e dell’istituto A.Monaco di Cosenza sul tema dell’alternanza scuola lavoro, che i ragazzi sentono particolarmente.

Lo sentono perché di scuola non si può morire. Mai.
A scuola non si lavora, a scuola si studia. Da tempo, sosteniamo che i percorsi formativi di alternanza scuola lavoro (PCTO) andrebbero inquadrati nel contesto più ampio dell’intera progettazione didattica. Vanno programmati come trasmissione e/o rafforzamento delle conoscenze, non elargire competenze, in coerenza con il piano dell’offerta formativa.
Devono essere momenti collegati allo studio, non rappresentare un impiego.

A inizio maggio, il Ministro ha annunciato un piano di rafforzamento del sistema di alternanza scuola lavoro. Le misure ci convincono perché il percorso, come ribadiamo da mesi, va assolutamente rivisto. Ora sarà fondamentale capire in che modalità avverrà questo cambiamento e se agli annunci seguiranno fatti.

Durante gli incontri abbiamo parlato anche di sicurezza infrastrutturale, un tema, questo, molto sentito dalla UIL. Per quanto riguarda la situazione nelle scuole, i dati sono sconfortanti: la maggior parte degli edifici scolastici risale al periodo 1946-1975. Appena uno su tre è stato costruito dopo il 1980. In questi anni si sono susseguiti una serie di finanziamenti spot che non hanno portato a nessun beneficio. Quasi il 40% degli edifici non possiede il collaudo statico e meno del 50% possiede il certificato di agibilità e/o quello di prevenzione incendi.
Degli oltre 40.000 edifici scolastici, tra sedi, plessi, succursali, edifici distaccati frequentati da circa dieci milioni di persone, il 23% non è stato originariamente costruito per uso scolastico, ma successivamente riadattato. Studi e ricerche confermano, di anno in anno, la necessità di una pianificazione degli interventi ma ogni volta si parte sulla spinta delle emergenze.

E allora è chiaro che vanno prese decisioni importanti, che debbono superare le contingenze per tutelare un milione e mezzo di lavoratori e gli oltre 8 milioni di studenti.

La sicurezza è tema che coinvolge tutta la comunità educante. I finanziamenti spot e di breve periodo non sono adatti a risolvere situazioni strutturali che richiedono una progettazione più adeguata. E’ un settore nel quale si intrecciano competenze diversificate. E’ ora di denunciare le inadempienze che possono avere conseguenze serie e concrete e pretendere un maggiore impegno per la sicurezza nelle scuole da parte di tutti gli attori coinvolti.

Giuseppe D’Aprile

 

 

 

 

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