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Molti trasferimenti nelle scuole in fase comunale e non solo, molte utilizzazioni e assegnazioni provvisorie annuali, a Napoli in un noto Liceo si è verificato anche un caso di supplenza ex art.36 CCNL di un docente di ruolo, sono spesso determinati dal clima relazionale, al limite di ogni umana sopportazione, quando non si sconfina tout court nel mobbing verticale, generato dai Dirigenti Scolastici, dai loro molteplici collaboratori e dalle figure di staff che oggi attorniano il dirigente scolastico fin dall’entrata in vigore della Legge 107 nel 2015, rigorosamente scelti ed imposti dai Dirigenti.

Molti docenti ma anche il personale ATA riferiscono di DS, che in modo implicito o esplicito anche alla presenza di altri lavoratori, ovvero nei Collegi dei docenti o nei consigli di classe, fanno capire che non sono graditi nella ” loro” scuola ovvero inadeguati e sono invitati a trasferirsi altrove.

E già, perché per questi Dirigenti scolastici la scuola più che essere un’istituzione della Repubblica, in cui è garantito il pluralismo delle idee e la libertà d’insegnamento, è ormai percepita come una loro proprietà privata, un’azienda di cui sono gli amministratori delegati, fosse per loro, sceglierebbero il personale della loro scuola e lo licenzierebbero, esercitando un potere assoluto sciolto da ogni vincolo.
Spesso possono contare anche sulla protezione di funzionari dell’USR che li proteggono secondo l’adagio che ” cane non morde cane”.

Ecco come si incentiva la mobilità e la instabilità nelle scuole che impatta negativamente sia sugli alunni per quanto riguarda la continuità didattica tanto gradita al Ministero al punto da indicarla come un obiettivo nel PNRR, sia sui docenti e gli ATA per quanto riguarda la mobilità forzosa e i vincoli ora introdotti per legge oltre che per contratto.

Quindi a nostro avviso bisognerebbe far ruotare i DS come chiede l’ANAC almeno dopo due mandati triennali e dopo il primo mandato, per la conferma per altri 3 anni, occorre una rigorosa verifica ispettiva con ispettori provenienti da altra Regione e un questionario di gradimento dell’intera comunità scolastica in una forma anonima, invece oggi il MIM illustra ai sindacati uno schema di regolamento in cui si prevede una rotazione dei DS ogni nove anni e peraltro neppure retroattiva.

Ciò vuol dire in pratica che se un DS che in una scuola è già in carica da 9 o 10 anni vi resterà ancora per altri 9 a far data dal prossimo primo settembre. A Napoli ci sono DS che nelle scuole sono da oltre 15/20 anni e quindi vi resteranno fino alla pensione.

In pratica il MIM non affronta il problema della rotazione dei DS e sancisce in pratica in modo gattopardesco l’imamovibilita’ della dirigenza scolastica in Italia.

Una follia, anche perché i fatti della DS della Falcone di Palermo, venuti recentemente al “disonore” della cronaca, non sono affatto isolati.

 

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