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Al Ministro Giuseppe Valditara
Alla sottosegretaria Paola Frassinetti
Alla senatrice Ella Bucalo
Al Senatore Mario Pittoni

Ai sindacati TUTTI

Illustrissimi Ministro Valditara, Sottosegretaria Frassinetti, Senatrice Bucalo, Senatore Pittoni
e tutti i rappresentanti delle forze sindacali italiane,

I Docenti Immobilizzati seguono con apprensione le Vostre proposte ed il Vostro lavoro per il personale scolastico, ed esprimono il loro più vivo apprezzamento per l’impegno e la perseveranza con cui il Ministro Valditara sta riportando la Scuola al centro della vita politica del nostro Paese.
Abbiamo seguito l’intervista per “La Voce della Scuola” alla Senatrice Ella Bucalo, ed abbiamo assistito al Suo legittimo entusiasmo per gli emendamenti proposti al Decreto 44 sulla P.A., finalizzati ad accogliere il più possibile le istanze di Anief, Cgil, Uil e di tutti gli altri Sindacati; noi conosciamo il Vostro impegno per i lavoratori della scuola e seguiamo con interesse le proposte e gli obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Tuttavia desideriamo esprimerVi il nostro rammarico per non aver riscontrato alcuna proposta a supporto dei Docenti Immobilizzati, grandi assenti sia nel Decreto 44 che in tutte le proposte fino ad oggi formulate. Noi siamo i vecchi, i “senatori” della scuola, abbiamo 50 ed anche oltre 60 anni, siamo senz’altro meno presenti sui social e sulle Vostre pagine, siamo meno agguerriti dei colleghi più giovani, ma non per questo dobbiamo essere dimenticati, perché siamo fra quelli che servono la scuola da più tempo, e riteniamo pertanto che la nostra condizione meriti viceversa risposte urgenti ed immediate. Sappiamo che il Liceo del Made in Italy avanza spedito, sappiamo della possibilità di revisionare l’insegnamento della Educazione Civica, sappiamo che a causa del calo demografico si inizia finalmente a parlare di tempo pieno, Vi seguiamo davvero con vivo interesse.

In questo preciso momento però, noi Immobilizzati abbiamo un problema serissimo, essendo questo periodo per noi di grande tensione: gli esiti dei trasferimenti sono vicini e siamo timorosi di non vedere realizzato neanche quest’anno il nostro legittimo desiderio di ricongiungerci alle nostre famiglie. La nostra condizione lavorativa è ormai insostenibile, i nostri stipendi sono dilaniati dalle spese di trasferta, dal caro vita e dal caro affitti, argomento tristemente attuale per tutti i fuori sede, docenti e studenti, che richiede misure urgenti per tutti. E ancora, le nostre carriere hanno subito uno sfregio permanente, l’età avanza, e noi siamo sempre più convinti che rientrare nelle nostre province di residenza sia un diritto legittimo che imporrebbe una soluzione straordinaria immediata, che noi Immobilizzati attendiamo da troppo tempo.

Chiediamo pertanto con forza di essere ascoltati, perché noi Immobilizzati, docenti di ruolo fuori sede da 7, 10, ed anche oltre 15 anni, non ne possiamo più di lavorare in luoghi che la maggior parte di noi non ha nemmeno scelto e dai quali non riusciamo ad essere trasferiti.
Noi chiediamo di essere finalmente visti, di essere considerati, di essere collocati anche in modo alternativo alle cattedre cronicamente assenti nelle nostre province di appartenenza, in particolare la A046 e la primaria: in attesa di soluzioni definitive e auspicabili per tutti noi Vi chiediamo pertanto di essere collocati anche sul potenziamento, anche negli uffici, anche in organico aggiuntivo, ovunque possa essere spesa la nostra professionalità anche ultraventennale al servizio della scuola purché a casa nostra.

Se si parla tanto di diritto al ricongiungimento noi siamo quelli a cui da più anni non viene riconosciuto; se si parla tanto di vincoli noi li abbiamo superati da un pezzo, e se almeno l’assegnazione provvisoria dovrebbe essere un’alternativa possibile e legittima per tutti i docenti di ruolo che hanno titolo per richiederla, noi siamo quelli a cui è stata più volte negata, finanche l’A.P.

Siamo stanchi e molto provati, ma abbiamo la certezza di essere nel giusto, e di potere più che legittimamente desiderare una stabilità che ci è stata conferita solo su carta ma mai nella realtà, in special modo alle vittime della pessima 107/2015, che ha comportato più danni che benefici, affidando le nostre vite ad un algoritmo che ha smembrato da un giorno all’altro migliaia di famiglie in tutta Italia, LE NOSTRE.

Tuttavia noi Immobilizzati non intendiamo disperare, e chiediamo pertanto, nella malaugurata ipotesi di non vedere soddisfatte le nostre domande neanche dai prossimi esiti sui trasferimenti interprovinciali, che almeno l’Assegnazione Provvisoria ci venga garantita, lo chiediamo umanamente prima ancora che professionalmente.

Noi Immobilizzati non possiamo più aspettare, vogliamo lasciarci alle spalle  anni di violazione dei nostri più elementari diritti, la nostra vita lavorativa non può più dipendere dal malgoverno, non può più gravare sulle nostre famiglie, sui nostri figli, è giunto il momento di cambiare, ed abbiamo la presunzione di pensare che il momento sia proprio adesso, grazie a questo Governo, da cui attendiamo pertanto risposte concrete, fiduciosi.

Ascoltateci, è tempo per noi di tornare a casa. Grazie.

Autore

Un pensiero su “Comitato Nazionale Docenti Immobilizzati: “Ascoltateci, è tempo per noi di tornare a casa. Grazie””
  1. I docenti immobilizzati hanno il diritto di ricongiungersi con le loro famiglie.
    Sono stanchi di attendere, sono soprattutto anziani, in molti hanno superato i 50 anni ed anche 60 e’ opportuno che ritornino nelle loro case.
    Le soluzioni ci sono basta solo la volontà per trovarle.

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