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La Commissione Cultura e Istruzione, nel mese di marzo, con la relazione del senatore Marti, aveva scelto  di occuparsi di questo importante tema. Nello stesso mese ha avviato l’esame dell’affare assegnato n. 67  sul contrasto ai crescenti episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico. L’Ufficio di Presidenza, nell’ambito dell’esame del provvedimento, martedì 14 marzo, ha incontrato i rappresentanti di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, CIDI e ANIEF (video) e, mercoledì 15 marzo, ha ascoltato i rappresentanti di Unione degli studenti, Rete studenti medi, Movimento studenti azione cattolica, Federazione degli studenti, Coordinamento genitori democratici, esperti, il Prof. Massimo Arcangeli, il Prof. Diego Palma, il Dott. Corrado Zunino, la Dott.ssa Valentina Santarpia, l’Avv. Marco Natale, la Prof. Maria Cristina Finatti, il Prof. Andrea Marchesi, il Prof. Stefano Zecchi e il Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. Dopo ampio dibattito maggioranza e opposizione hanno pienamente condiviso il testo di una mozione unitaria per catalizzare l’attenzione del Governo e del Ministro Valditara sulla lotta a questo fenomeno e per un rinnovamento reale del fare scuola a partire dal restituire dignità e autorevolezza al ruolo dei docenti. 

Consulta le memorie depositate dagli auditi – Affare assegnato n. 67 (Contrasto ai crescenti episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico), Sed. n.13 15 Marzo 2023

 

 

La 7ma Commissione del Senato, premesso che:
l’allarmante aumento degli episodi di violenza e bullismo di cui gli insegnanti e il personale scolastico sono sempre più spesso vittime, da parte degli alunni e persino delle loro famiglie, che in qualche caso ne sostengono, in modo sorprendente, le ragioni, rende urgente e necessaria una ferma risposta da parte delle istituzioni;
come ricordato, il 15 marzo scorso, dal Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, nel corso dell’audizione, “quello della violenza all’interno delle scuole è un tema che sta molto a cuore anche alla Commissione europea” che “si è soffermata più volte sul tema della violenza e in particolare del bullismo (perché quest’ultimo ne è una fattispecie)” nelle classi nei confronti dei docenti e degli studenti;
con la nota dell’8 febbraio 2023 inviata ai dirigenti scolastici e agli Uffici scolastici regionali, il Ministro Valditara ha preso atto di un innegabile e allarmante aumento di episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico che si verificano all’interno delle scuole, anche nel corso delle lezioni, e ha sottolineato come questi episodi costituiscano “atti illeciti intollerabili, suscettibili di provocare danni fisici e psicologici alle vittime, ledendo l’autorità e l’autorevolezza dei docenti, nonché la dignità di tutto il personale e compromettendo seriamente la qualità dei servizi, con pregiudizio del fondamentale diritto allo studio; tali episodi, che si stanno diffondendo in modo esponenziale a macchia d’olio, non determinano soltanto una lesione dei diritti del personale aggredito, bensì colpiscono al cuore la vita collettiva nella scuola, l’autorevolezza e il prestigio del corpo docente, minano il patto di fiducia tra le famiglie e gli insegnanti e, in ultima analisi, incidono negativamente sul diritto allo studio delle giovani generazioni;
come affermato dal Consiglio superiore della pubblica istruzione:

“Aggressività e violenza, di qualunque natura e provenienza, non possono essere tollerate in alcun contesto del vivere civile e in particolare nella scuola, importante e primario luogo di educazione sociale e civile, di costruzione di una visione della persona e della società, del suo “essere” ed “essere nel mondo” come soggetto attivo, responsabile, solidale. Obiettivi raggiungibili soltanto con azioni congiunte di tipo istruttivo ed educativo in un luogo come la scuola, spazio pubblico dedicato alla formazione delle persone e dei cittadini che garantisce l’incontro e il confronto fra generazioni, l’elaborazione dei saperi e la trasmissione del patrimonio culturale di un popolo”;

tali episodi sono indizi dell’enorme carico di malessere e di sofferenza che viene registrato da diversi anni, aumentato durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha segnato tutto il mondo della scuola e le sue componenti. A questo proposito, il rapporto Istat sul benessere equo e sostenibile del 2021 ha indicato come sia peggiorata la salute mentale della popolazione tra i 14 e i 19 anni, un carico di sofferenza che oggi la Scuola, in assenza di risorse e delle competenze necessarie, non riesce ad affrontare in modo adeguato;
occorre poi sottolineare come ogni episodio di violenza non possa essere letto quale fatto individuale concernente il rapporto tra il singolo studente e il singolo docente, ma deve essere considerato un “fatto collettivo” che riguarda la Scuola nella sua interezza e, di conseguenza, la società nella sua interezza e la nostra democrazia;
le istituzioni sono pertanto tenute a contrastare senza indugio tali fenomeni, restituendo centralità e autorevolezza alla figura del docente, assicurando agli insegnanti e a tutto il personale scolastico la possibilità di svolgere le rispettive funzioni in un contesto lavorativo sereno, favorendo, più in generale, la ricomposizione del patto educativo tra scuola e famiglie, individuando, infine, modalità per riconoscere e contrastare situazioni di disagio psicologico sociale e culturale delle studentesse e degli studenti dei ragazzi, nonché i connessi fenomeni di dispersione scolastica;
ad essere screditato, infatti, è il ruolo sociale dei docenti a causa anche della bassa retribuzione rispetto al lavoro che svolgono dentro e fuori la Scuola e nonostante il loro lavoro non sia paragonabile a nessun altro poiché riguarda la formazione della persona e chi lo svolge ha fondamentali responsabilità etica e sociale, come stabilito dalla stessa Costituzione;
risulta, pertanto, centrale l’impegno delle istituzioni nella predisposizione di efficaci strumenti di analisi e di studio dei fenomeni di violenza in esame, al fine di individuare azioni efficaci a presidio dell’autorevolezza delle istituzioni scolastiche e a doveroso sostegno del personale scolastico vittima di aggressioni;
preso atto con favore della scelta del Ministro dell’istruzione e del merito di assicurare al personale scolastico la rappresentanza e la difesa, nelle sedi civili e penali, tramite intervento dell’Avvocatura dello Stato;
ritenuto che la menzionata tutela legale ben risponde alla necessità di restituire piena serenità e un adeguato riconoscimento del ruolo del personale scolastico;
tenuto conto che le disposizioni vigenti che forniscono alle istituzioni scolastiche strumenti atti a prevenire e contrastare atteggiamenti violenti all’interno della comunità scolastica, non risultano sufficientemente efficaci;
tenuto, altresì, conto della particolare importanza che riveste il Patto educativo di corresponsabilità, che contiene la declinazione, in maniera dettagliata e condivisa, dei diritti e doveri che si esplicano nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie;
considerato che, sulla base delle indicazioni emerse nel corso delle audizioni svolte sull’affare assegnato, è stata evidenziata l’esigenza di un approfondimento delle cause degli episodi di violenza, delle ragioni per le quali la disciplina sanzionatoria rispetto a comportamenti deplorevoli da parte degli studenti non risulti efficace, dei motivi che inducono molti docenti a non segnalare minacce o aggressioni, motivo per cui non è sempre agevole intercettare le cause del disagio e intervenire in via preventiva sulla base di eventi sentinella; alcuni dei soggetti auditi hanno segnalato l’esigenza di restituire alla Scuola l’autorevole ruolo che le spetta, quale istituzione fondante della comunità democratica;


Piero Calamandrei, in un discorso pronunciato nel III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN) l’11 febbraio 1950, disse: “La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. (…) Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il Presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la Scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la Scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue (…). La Scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente”; impegna il Governo:

a promuovere la costituzione, presso il Ministero dell’istruzione e del merito, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico con i seguenti compiti:
a) monitorare gli episodi di violenza e bullismo commessi ai danni del personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni;
b) monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo ai medesimi atti di violenza;
c) promuovere studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio;     
d) monitorare l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione a garanzia dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro in conformità con la normativa vigente;           
e) promuovere la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza del personale scolastico;                                                                                                                                       
f) incoraggiare, disciplinandola, l’istituzione di corsi di formazione per il personale scolastico, finalizzati alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli studenti e le loro famiglie, valutando altresì l’opportunità di promuovere momenti di confronto tra il corpo docente, i genitori e i figli che durante l’attività didattica hanno manifestato un comportamento violento o aggressivo, al fine di prevenire analoghi episodi in seno alle istituzioni scolastiche;               
g) riferire con cadenza annuale al Parlamento e al Governo sugli esiti della propria attività;

Ritenuto, infine, opportuno che il Governo assuma iniziative volte a:

a prevedere e attuare campagne informative al fine di informare la società sul necessario rispetto che merita il lavoro del personale scolastico; a sostenere le iniziative legislative parlamentari, o assumerne di proprie, dirette a:
a) modificare il codice penale al fine di aggravare le pene nel caso in cui eventuali atti illeciti consistenti in violenza o minaccia ovvero in oltraggio ad un pubblico ufficiale siano perpetrati nei confronti di insegnanti;
b) introdurre nelle scuole la figura dello psicologo che potrà fornire un supporto psicologico rivolto al personale scolastico, agli studenti e alle famiglie, per rispondere innanzitutto ai traumi e ai disagi derivati dall’emergenza sanitaria da Covid-19, ma anche per avviare un sistema di assistenza e di supporto psicologico per contrastare l’insorgere di forme di disagio o di malessere psico-fisico tra gli studenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Lo scopo è quello di consentire alle persone di raggiungere le loro naturali potenzialità in rapporto all’ambiente in cui vivono, mediando i conflitti e favorendo lo sviluppo dell’unicità della persona, sulla base delle diverse situazioni territoriali;
c) a promuovere la figura del docente tutor e del docente orientatore anche con l’obiettivo di: prevenire e recuperare i fenomeni di fragilità e di vulnerabilità sociale ed educativa, abbandono scolastico precoce e dispersione; prevenire e contrastare le diverse povertà educative ad ogni livello di istruzione della scuola pubblica e paritaria;
ad adottare le iniziative necessarie per provvedere ad un reale riconoscimento professionale ed economico dei docenti all’altezza del compito da loro svolto quotidianamente.

 

Ripercorriamo l’iter, leggi anche:

La Voce della Scuola e La Festa della Scuola in audizione al Senato in tema di “Contrasto ai crescenti episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico” (15 marzo 2023).

 

 

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