L’aula ignorata. Tornano gli anni scolastici fotocopia

L’aula ignorata. Tornano gli anni scolastici fotocopia

26 Aprile 2023 0 Di Gianfranco Scialpi

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L’aula ignorata. E’ passato quasi un altro anno e le criticità dell’aula sono rimaste. Eppure il ben-essere dipende molto dalla qualità di questo ambiente.

L’aula ignorata con il tempo riavvolto

L’aula ignorata. L’anno scolastico è ormai vicino alla conclusione e i problemi dell’aula sono rimasti. L’ambiente frequentato dagli studenti non interessa i massmedia e i politici. Non è percepito come determinante per il ben-essere (il trattino non è un errore, intende evidenziare uno stato). Durante la pandemia si diceva: “torneremo migliori di prima“. Illusione! La nuova normalità si è rivelata effimera. Un bel sogno! Si ha l’impressione di essere tornati come prima del periodo antecedente il febbraio-marzo 2020. Il tempo è stato riavvolto, saltando il buco nero del Covid-19.

I problemi dell’aula sono ancora presenti

La scuola ha riaperto (settembre 2021 e 2022) senza sostanziali cambiamenti. Le classi pollaio sono sempre presenti e godono ottima salute. Sono state intenzionalmente dimenticate . Per il prossimo a.s. (2023-24) le previsioni sono tutte positive: saranno ancora presenti!
L’unica ad essere soddisfatta dello stallo è M. Gelmini, madre della legge 133/08 e del D.P.R. 81/09  che hanno reso possibili la soluzione  delle classi sovraffollate. Infastidiscono gli inesperti di turno che parlano di classi pollaio, senza aver sperimentato negli ultimi anni la iattura organizzativa.
La bonaccia si registra anche per i sistemi di ventilazione.

 I soliti motivi che giustificano lo stallo

I motivi di questa calma piatta è facile da individuare: l’alto costo delle due operazioni.
Indubbiamente l’abrogazione delle classi pollaio richiede contestualmente altri interventi onerosi, inconpatibili con lo stato delle nostre finanze. Affermazione poco credibile, dipende dalle priorità politiche, sempre condizionate dalla contingenza. Ne ho parlato con C. Costarelli (Anp Lazio).
Il canovaccio non cambia per l’installazione dei dispositivi di ricambio d’aria. Le Marche si sono attivate. Le altre, come il Lazio, sono ancora ferme alla fase di studio. Comunque anche quest’operazione non può concludersi con la loro sistemazione nelle aule . E anche questo comporta un certo impegno finanziario che deve tener presente anche i rialzi dei costi energetici. Ripeto, però è una questione di priorità che rimanda alla domanda: quanto è importante il ben-essere dei ragazzi?
Probabilmente anche per il prossimo anno le aule saranno prive dei sistemi di ricambio.
Concludendo sarà un altro anno-fotocopia, uguale a quello che si sta per concludere. Qualcuno riproporrà la soluzione più economica: le finestre aperte! Il calore sarà assicurato dal sovraffollamento delle classi.