Finalmente un barlume di buon senso sembra illuminare il Ministero dell’Istruzione che propone un passo indietro sulla scuola regionalizzata.

Per ora si tratta solo di una prima mossa. Il Ministero di viale Trastevere avrebbe chiesto ai tecnici del Ministero degli Affari Regionali di tener fuori dal progetto per l’autonomia differenziata l’Istruzione pubblica. Come riportano i mass media, secondo i tecnici del Ministero, il reclutamento, la formazione, l’organico, lo stato giuridico del personale scolastico, rientrano nelle materie di competenza esclusiva dello Stato.

Sinora il Governo delle destre, per ciò che riguarda l’Istruzione pubblica, si è retto sulle dichiarazioni d’intenti più che sui fatti, ma certamente la posizione contraria ad una regionalizzazione dell’Istruzione pubblica apre lo spazio alla speranza che, almeno per ciò che riguarda l’educazione e la formazione dei nostri giovani, il Governo voglia muoversi con prudenza.

Da sempre, noi socialisti siamo schierati convintamente contro la regionalizzazione dell’Istruzione pubblica. Una scelta devastante in grado di mettere a rischio l’unità culturale del Paese e accrescere, all’interno delle singole Regioni, un profondo solco sociale tra cittadini abbienti e meno abbienti.

Noi socialisti auspichiamo che stavolta le parole del Ministero si trasformino in fatti e che la proposta di regionalizzazione della scuola venga al più presto stralciata dal disegno di legge sull’autonomia.

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