Accolta dai responsabili dell’Istituto, alla presenza dell’Ambasciatore italiano in Etiopia con un lungo applauso costernato da selfie e abbracci di tanti studenti che l’hanno acclamata con bandierine tricolori e con uno striscione posto sulla facciata della scuola “Benvenuta Presidente”.
La Scuola è un istituto onnicomprensivo che comprende infanzia, primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado ed opera da circa 60 anni ed il 30% degli studenti totali è italiano.
Gli studenti e le studentesse iscritti studiano tutte le discipline in italiano e in aramaico. Circa una percentuale che si attesta intorno al 90% degli studenti dopo aver completato il percorso degli studi si trasferisce in Italia per iscriversi nelle nostre Università.
Si è rivolta agli studenti esortandoli a studiare sempre e ai cronisti del punto stampa ha precisato che “ il 100% dei ragazzi che escono da queste scuole trovano un lavoro” fondamentale per la stabilizzazione della Nazione.
Nel discorso qui di seguito riportato, il Presidente ha messo in luce la valenza educativa che la scuola esercita attraverso la sua funzione intesa come terreno fertile dove crescono le menti libere in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo.
La scuola ha un ruolo fondamentale, quello di fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, dove si acquisisce la responsabilità e l’autonomia e si forma il cittadino alla vita democratica della Nazione. Un teatro di crescita civile e di cittadinanza, dove ognuno è libero di costruire la propria identità.

Precisato ciò, di seguito il discorso del Presidente:
“Buongiorno a tutti. Grazie dell’accoglienza e dell’entusiasmo.
Grazie all’Istituto Italiano di Cultura, grazie alla Preside, grazie a tutti i docenti della Scuola. Ma soprattutto grazie a voi, per la scelta che avete fatto e per l’accoglienza che mi avete riservato.
Voglio dire una parola di più sui vostri professori: sono persone che decidono di vivere lontano da casa per diversi anni, che decidono spesso di lasciare tutte le loro sicurezze. Lo fanno perché sanno che qui loro possono costruire molto, ma è importante che li ascoltiate perché se hanno fatto una scelta di sacrificio, l’hanno fatta perché voi possiate avere domani un futuro migliore. E quindi un applauso lo dobbiamo fare a queste persone.
La seconda cosa che ho da dire che io non sono un professore, quindi non ho lezioni da impartire. Voglio dire solamente una cosa che è legata a quanto è stato detto prima di me. Mentre entravo nella Scuola una bambina piccola mi ha chiesto “senta, posso fare una domanda? Io vorrei essere il prossimo Presidente. Come si fa?”
Teoricamente la risposta è “non lo so”. Ma vi dico quello che ho imparato io. Non bisogna mai smettere di studiare, perché non c’è libertà più grande di quella che ti dà la conoscenza. Quando tu sai, non c’è nessuno che può prenderti in giro. Non c’è nessuno che può prendersi gioco di te. Quando tu studi, quando impari, lo fai per essere libero, perché la conoscenza è la prima forma di libertà. L’altra cosa che ho imparato nella vita è che non sono gli altri che decidono qual è il tuo destino: sei tu che decidi dove vuoi arrivare, sei sempre e solo tu. È quello che è accaduto a me: non che mi fossi data questi obiettivi, ma ho sempre pensato che dovevo fare qualsiasi cosa al meglio delle mie possibilità, farlo nel migliore dei modi possibili, farlo con sincerità, con dedizione e anche con disponibilità al sacrificio. Questo mi ha portato a essere la prima donna Presidente del Consiglio in Italia, magari potevo arrivare da un’altra parte, il punto è: voi potete arrivare ovunque. L’unica cosa che non dovete accettare sono limiti che gli altri hanno deciso per voi. Siete voi che decidete quali sono i vostri limiti, siete voi che decidete quali sono i vostri traguardi. E una volta che l’avete deciso voi studiate e quei traguardi si possono raggiungere.
In bocca al lupo a voi, alle vostre famiglie e complimenti per quello che state facendo per l’Italia perché studiando l’italiano, studiando il nostro saper fare, siete dei grandi ambasciatori della cultura italiana, ma soprattutto per quello che potrete fare per la vostra Nazione. Grazie!”

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