L’arresto della maestra di Campobello di Mazara interroga la società e soprattutto il mondo della scuola e, sempre più, aumenta la consapevolezza di promuovere la cultura antimafia nella scuola. L’azione didattica all’interno delle aule non può essere slegata dalla vita quotidiana e dalle scelte etiche di un docente.
Un plauso al Direttore l’USR Sicilia, Giuseppe Pierro, che è intervenuto tempestivamente sospendendo l’insegnante dal servizio, prima della decisione dell’autorità giudiziaria. La scuola deve essere in grado di riconoscere ed isolare i pensieri e le pratiche mafiose, evitando che la retorica prevalga sulla missione pedagogica.
Anche per questa ragione abbiamo sentito l’esigenza di promuovere una rete di scuole che sta elaborando una proposta, di media durata, con l’obiettivo di strutturare un percorso formativo e didattico funzionale alla definizione di un manifesto per la cultura antimafia nella scuola.
Attualmente hanno aderito 75 istituti di ogni ordine e grado e mercoledì 7 giugno, presso l’Istituto Alberghiero Pietro Piazza, si terrà l’assemblea generale delle scuole aderenti alla rete: sarà l’occasione per fare un primo bilancio delle iniziative svolte e strutturare le azioni future, in vista della programmazione educativa del prossimo anno scolastico.

I dirigenti scolastici che compongono il Consiglio di Rete per la promozione della cultura antimafia nella scuola: Giusto Catania (I.C. Giuliana Saladino – scuola capofila); Giuseppe Carlino (I.C. Ignazio Buttitta di Bagheria); Valeria Catalano (I.C. Colozza Bonfiglio); Claudia Contino (D.D. Ettore Arculeo); Cinzia Rizzo (I.C. Onorato Sferracavallo); Giuseppe Russo (I.C: Armaforte di Altofonte); Andrea Tommaselli (Istituto Superiore Gioeni Trabia – Nautico); Marina Venturella (I.C. Rita Levi Montalcini).

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