Le donne sempre più protagoniste, nel bene e nel male. Le cronache tinte di rosa ci forniscono un quadro piuttosto chiaro di quanto le donne proseguano inarrestabili la loro corsa verso la parità dei diritti, il ripudio verso ogni forma di violenza, la conquista del potere. Il pensiero va a Giorgia Meloni, il cui ritratto è stato collocato ieri nella Sala delle Donne voluta dalla Boldrini nel 2016 a Montecitorio, per ricordare tutte le prime donne che hanno rivestito importanti cariche istituzionali a partire da quelle che presero parte all’Assemblea Costituente nel ’46. Una galleria di volti femminili che hanno fatto la storia in cui manca una foto soltanto, quella della prima eletta Presidente della Repubblica, l’unica carica dello Stato che ancora attende di essere ricoperta da una donna. Nel suo discorso la Meloni ha citato la frase di una femminista americana già presa a prestito proprio nei giorni scorsi da un’altra prima donna della politica, la neoeletta segretaria del PD Elly Schlein, una singolare coincidenza, e forse non è stato un caso che le due, pur essendo così diverse, si siano ritrovate in quel “non ci hanno viste arrivare”, per sottolineare che le donne sono ancora troppo spesso sottovalutate, e passano inosservate anche mentre si stanno facendo valere. Il pensiero va oggi a tutte quelle che combattono silenziose ogni giorno per essere sempre più brave, come mamme e lavoratrici, come mogli, single e compagne, va a tutte quelle che ce la fanno, perché sono forti o hanno imparato come si fa anche chiedendo aiuto, perché le donne stanno imparando a chiedere aiuto sempre più spesso, per fortuna, e i centri antiviolenza che ogni giorno di donne maltrattate ne accolgono a migliaia, oltre 20.000 all’anno (fonte D.i.re ndr), lo sanno. Il pensiero va, inesorabile, a tutte quelle che non ce l’hanno fatta, uccise da chi chiamavano ingenuamente amore, ed a quelle che l’amore, nonostante i colpi della vita, continuano a saperlo dare. Va alle mamme della guerra, di figli che non vedono più tornare, ed a quelle che li hanno visti morire in mare, i loro bambini. Il pensiero va alle donne iraniane oppresse, alle loro studentesse che vogliono sterminare perché la cultura femminile fa paura, ed infine, il pensiero va ad una insegnante francese uccisa due giorni fa da un alunno fragile, che l’ha pugnalata al cuore perché sentiva “le voci”, ed a suo marito, che al funerale ha ballato per lei l’ultima volta, sulle note della loro canzone: le immagini di quest’uomo hanno fatto il giro del mondo in poche ore, ricordandoci che l’amore vero esiste, sa diventare poesia e rendersi immortale. Nella giornata internazionale della donna ricordiamo che lo meritiamo tutte l’amore, e il rispetto, e la liberta’.

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