L’Irase Nazionale parteciperà  il 10 marzo, all’interno di FIERA DIDACTA a Firenze al Convegno “Campus, l’orientamento a misura di scuola. Un network di servizi per studenti, docenti e famiglie”, organizzato da Campus Orienta Digital- Il Salone dello Studente. Mariolina Ciarnella, Presidente di Irase Nazionale, ringrazia il Dott. Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus Editori ci preannuncia il tema che tratterà: La Didattica Orientativa

 Quello che un Paese avanzato non può permettersi è lo spreco di risorse umane, in particolare dei giovani, che rappresentano il futuro!

Bisogna, quindi, investire sui giovani e sulla loro educazione, se si vuole migliorare e favorire l’occupabilità e l’economia del nostro paese, attraverso un modello di scuola orientativa, che si faccia carico dei bisogni di ogni alunno e che sia consapevole di dover aiutare ciascuno a sviluppare il proprio progetto di vita, in coerenza con i propri sogni e le proprie attitudini ma anche attraverso un conseguente adattamento ragionato alle esigenze del mercato del lavoro e della società.”

Una scuola orientativa che attui una Didattica Orientativa, ovvero una  didattica che metta al centro gli obiettivi di apprendimento (espressi in termini di competenze) degli allievi e terrà conto dei loro bisogni. Possiamo denominare questa didattica, laddove tenga conto anche delle necessità in termini di identità e progettazione del futuro, una didattica che tenga conto di tutto quanto sopra espresso e che abbia, al tempo, presenti le forti necessità orientative (non soltanto in ottica professionale o formativa ma anche esistenziale) delle quali oggi i soggetti hanno bisogno.

Questo bisogno postula l’emergenza di competenze da consegnare ai ragazzi/e dalle quali la scuola non può esimersi: competenze di scelta, competenze di selezione, competenze di autodirezione, competenze progettuali, competenze di ricerca, selezione e gestione delle informazioni. L’obiettivo principale della scuola diventa allora l’empowerment, inteso come quel processo attraverso il quale un soggetto diventa maggiormente padrone della propria vita e delle proprie scelte.

Vediamo allora quali possono essere le caratteristiche che ci aiutano a definire una didattica orientativa:

  • la didattica orientativa parte da un’antropologia positiva: tutte le persone hanno risorse per costruire delle competenze e per esercitare un controllo attivo sulla propria esistenza e sui propri processi di sviluppo (si utilizzano pertanto metodologie didattiche, come quelle narrative, che consentono ai soggetti di costruirsi competenze orientative generali e di riconoscere le risorse di cui sono portatori), per far conoscere e riconoscere le conoscenze e le competenze man mano che si acquisiscono (il che comporta l’utilizzo di procedure di negoziazione, problematizzazione e di co-costruzione);
  • la didattica orientativa riguarda tutti i cicli scolastici in verticale, dalla scuola materna fino, almeno, alla scuola superiore, ma anche oltre: nell’educazione degli adulti, nel lifelonglearning, nella formazione continua, nell’istruzione universitaria;
  • la didattica orientativa è trasversale e transdisciplinare: portatrice di apprendimenti strategici, trasversali, metacognitivi;
  • la didattica orientativa è tesa a costruire e/o potenziare le risorse della singola persona in apprendimento, partendo da quelle che sono già in possesso dei soggetti;
  • la didattica orientativa mira a valorizzare ed esplicitare laspetto formativo delle discipline negli interventi quotidiani in classe e a realizzare percorsi di studio multidisciplinari attenti alle attitudini delle quali i soggetti in apprendimento in apprendimento sono portatori, e alle abilità e competenze che sviluppano.
  • la didattica orientativa è supportata da un progetto dettagliato del processo di apprendimento e della aperta dichiarazione delle competenze in uscita cui si tende;
  • la didattica orientativa deve essere progettuale, realistica ed operativa: intenzionale, partecipata (coinvolgimento), concreta, operativa, relata alla vita quotidiana dei soggetti ed al loro ambiente di vita;
  • la didattica orientativa vuole essere pragmatica e spendibile: valorizza sia il processo che il prodotto, mirando a risultati concreti, visibili, autopercepibili, funzionali ed immediatamente utilizzabile nella vita quotidiana, nella propria esperienza;
  • la didattica orientativa incentiva la riflessione su di sé: vuole generare stimoli, riflessioni, estensioni dell’esperienza personale, capacità di autovalutazione e dunque assunzione di responsabilità;
  • la didattica orientativa è tesa a istituire continuità (per un apprendimento significativo) tra i diversi cicli scolastici sia mediante appositi laboratori di continuità su argomenti interdisciplinari sia mediante un apposito tutorato da parte degli studenti degli ultimi anni nei confronti dei giovani in ingresso sia mediante la definizione di curricoli verticali sia mediante apposite lezioni ai ragazzi che si sono iscritti per consentire loro di sperimentare cosa può significare realmente frequentare la scuola in cui si sono iscritti;
  • Essere “cittadini” oggi è un compito complesso, così come complesso, tramontata la valenza delle grandi narrazioni e dei riti di passaggio è costruire una propria identità adulta, la didattica orientativa può costituire un valido supporto in questa direzione.

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