Mission (Monitoraggio abbattImento riSchi Sanitari InquinamentO iNdoor). Non avrebbe potuto avere un titolo più determinante. E’ il progetto, finanziato tramite fondi PNRR per oltre 2milioni di euro, guidato in prima fila dalla Regione Lombardia, Direzione Generale Sanità e che vede protagoniste sei regioni: una del Nord (Lombardia), tre del Centro (Marche, Toscana e Lazio) e due del Sud (Puglia e Sicilia), con il coinvolgimento, in questi territori, di varie unità operative rappresentative delle competenze sanitarie, ambientali e di ricerca (Università e CNR). Le UO coinvolte sono 16 e comprendono: 3 Aziende Ospedaliere, 3 Università, 5 Aziende Sanitarie territoriali, 1 Direzione Regionali, 2 Agenzie Regionali di protezione ambientale e 3 sedi del CNR.

Il progetto rientra nel contesto del Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 nella Linea di supporto centrale n. 8 “Definizione di un Piano nazionale per la qualità dell’aria indoor” che fissa l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria ed il microclima negli ambienti indoor, in particolare negli ambienti frequentati dai bambini e negli edifici pubblici.

L’obiettivo generale “è di attivare una rete tecnico-scientifica a livello nazionale al fine di implementare nel lungo termine misure di miglioramento della IAQ nelle scuole e riduzione dei rischi sanitari della popolazione scolastica associati all’inquinamento chimico, fisico e biologico dell’aria indoor integrate con il miglioramento della efficienza energetica degli edifici. Il progetto intende, inoltre,supportare future azioni politiche e le normative europee e nazionali sull’efficientamento energetico nell’edilizia, mediante l’elaborazione di linee guida, raccomandazioni e protocolli con una attenzione particolare anche alla gestione sostenibile dei rischi sanitari associati alla qualità dell’aria indoor in ambienti scolastici, trasferibili anche in altri contesti”.

Sappiamo che l’inquinamento, esterno ma anche e soprattutto interno, mette a rischio la nostra salute: solamente in Europa si stima che oltre 2 milioni di morti premature siano riconducibili agli effetti dell’inquinamento. E’ oltremodo quindi importante monitorare la qualità dell’aria indoor, condizionata da sorgenti interne ed esterne, negli ambienti scolastici, luoghi ad alta densità di persone e con permanenza prolungata per diverse ore nell’arco della giornata.  In particolare, i bambini sono un gruppo suscettibile all’esposizione, “le cattive condizioni ambientali, infatti, potrebbero rappresentare un determinante significativo sullo sviluppo e crescita successivi” oltre che influenzare negativamente sul rendimento scolastico.

L’Università di Cassino, con in prima fila il Giorgio Buonanno (Professore di Fisica Tecnica Ambientale UniCas e presso la Queensland University of Technology di Brismane in Australia) , coordinerà insieme all’ASST Fatebenefratelli Sacco e all’Università dell’Insubria la realizzazione in un campione di scuole di interventi migliorativi rivolti al miglioramento della qualità dell’aria indoor, all’abbattimento dei principali fattori di rischio e al miglioramento dell’efficienza energetica.

 

Professore, ma in che modo possiamo migliorare la qualità dell’aria nelle nostre scuole?

“Sicuramente attraverso la ventilazione meccanica controllata, che può non solo diluire gli agenti patogeni respiratori, ma anche ridurre ad esempio l’esposizione alle polveri aerodisperse, considerate agente cancerogeno dall’OMS. Trascorriamo oltre il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi. Non è quindi solo importante il comfort termico, il controllo degli odori, il risparmio energetico, ma diventa quantomai rilevante la ventilazione per garantire aria salubre”.

 

Ma la ventilazione costa, obiettano in tanti. Lei che ne pensa?

“Secondo i dati ministeriali abbiamo circa 369,000 classi con 22-23 studenti in media per classe. Confrontando due classi, in una delle quali il ricambio d’aria avviene attraverso l’apertura delle finestre e nell’altra attraverso VMC, a parità di tutte le altre condizioni l’aula con VMC ha un risparmio energetico di 400€/anno. Un risparmio annuale su base nazionale di circa 150 milioni di euro. I benefici vanno però ben oltre il risparmio energetico”.

 

Può spiegare meglio?

“Si pensi ai benefici socio-sanitari. La ventilazione meccanica controllata riduce la nostra esposizione anche ad agenti inquinanti. Sempre considerando due classi identiche, con la VMC l’esposizione alle polveri ultrafini si riduce dal 50% al 99%. Ma non solo. Una migliore qualità dell’aria nelle scuole – aumentando il tasso di ventilazione da 2 L/s-persona dato dalle semplici finestre aperte a 10 L/s-persona con VMC, porta a vantaggi significativi in termini di frequenza (meno assenze) e prestazioni di apprendimento, con effetti anche sul PIL nazionale. Si è stimato, confrontando la ventilazione delle aule in Danimarca (requisito 6 L/s-studente) con quella delle classi in Svezia (requisito 8.4 L/s-studente) un miglioramento delle prestazioni scolastiche di circa il 6%, con un aumento del PIL di + 173 milioni di euro medio/annuo ed un aumento del bilancio pubblico di 37 milioni di euro nei prossimi 20 anni (con una popolazione che è un decimo di quella italiana)”.

 

Il progetto Mission si propone tra gli obiettivi anche la realizzazione di attività di sensibilizzazione ai cittadini e formazione nelle scuole sull’importanza dell’IAQ. Questi anni di pandemia ci hanno insegnato qualcosa?

“E’ un argomento di cui purtroppo si parla ancora troppo poco e manca quasi totalmente la cultura sul tema a livello di popolazione generale, tra docenti, genitori ed alunni. Ma non solo. In questi anni caratterizzati dalla pandemia Covid-19 non è stata trasmessa alla popolazione in maniera chiara cosa significhi trasmissione aerea del virus. Un gruppo di 36 scienziati, di cui faccio parte, guidati dalla Prof.ssa Lidia Morawska, sin dall’inizio della pandemia ha informato l’OMS della trasmissione prevalentemente aerea del virus, ma solamente nel maggio 2021 l’OMS ha reso pubblica questa informazione aggiornando la web page (https://www.qut.edu.au/news?id=185455)”.

“Ma, come successo anche in Italia, i Governi non hanno recepito in maniera attiva questa importante informazione e lavorato intenzionalmente nella direzione di mitigazione del rischio contagio indoor attraverso la ventilazione degli ambienti. Solo in questi ultimi mesi qualche passo in avanti è stato fatto ad esempio da Belgio e Francia che hanno introdotto l’obbligatorietà della misurazione della concentrazione di CO2 negli ambienti pubblici indoor. E’ un piccolo passo, anche se non sufficiente. Auspico per questo che il progetto Mission possa fare da apripista alla presa di coscienza da parte di tutti dell’importanza dell’IAQ”.

Ringrazio il Prof. Giorgio Buonanno per la sempre consueta disponibilità e ci uniamo al suo auspicio. Perchè la scuola è dove si costruiscono le basi del futuro del Pease e si deve partire proprio dalla scuola per educare tutti i cittadini a rivendicare il diritto di respirare aria salubre iniziando proprio dai bambini nelle aule scolastiche.

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