Ma i sindacati non firmano, ‘dal ministero provvedimento miope’. Definita la presentazione delle domande per la mobilità: prevede per i docenti la finestra temporale dal 6 al 21 marzo, dal 17 marzo al 3 aprile per il personale Ata e dal 9 al 29 marzo per gli educatori. La pubblicazione dei movimenti è fissata per i docenti al 24/5, per gli educatori al 29/5, per gli Ata all’1/6. E’ quanto si apprende dopo l’incontro di stamane tra i sindacati e il ministero dell’Istruzione sulla mobilità del personale scolastico. Sono in arrivo le ordinanze ministeriali ma i sindacati oggi non hanno voluto firmare nessun documento. “Per due ragioni – spiega la Uil scuola – la permanenza dei vincoli e l’aver mancato una opportunità importante, permettere anche a chi, il 1 settembre 2022, ha ottenuto (o otterrà negli anni successivi) la mobilità in una provincia diversa rispetto a quella di titolarità, la possibilità di fare domanda di trasferimento”.


La Uil scuola Rua “ritiene che tutto il personale abbia uguali diritti e che bisogna evitare discriminazioni tra analoghe situazioni, per cui l’accesso alla mobilità deve essere consentito a tutti a prescindere dall’anno scolastico di immissione in ruolo”. Nessun vincolo: è questa la linea seguita dal sindacato durante tutta la trattativa che ha portato alla riunione di oggi, con la presentazione di un provvedimento, da parte del ministero, definito dal sindacato, “rigido, miope e poco coraggioso”. Anche la Gilda spiega che i vincoli sui quali il ministero non è retrocesso “riguardano coloro che sono riusciti ad avere il trasferimento nella scuola espressamente richiesta e chi ha ottenuto il trasferimento tra province diverse a prescindere dalla preferenza manifestata. L’Amministrazione ha concesso soltanto una lieve apertura condizionata per i neo immessi in ruolo nell’anno scolastico 2022/23 le cui domande di mobilità, considerate le ambiguità del decreto legge 36, saranno convalidate soltanto in caso di un chiarimento legislativo. La Gilda Unams ha manifestato il proprio disappunto, ribadendo la netta contrarietà ai vincoli espressa sin dall’inizio della contrattazione”.
Quello della mobilità è un passaggio che coinvolge ogni anno da 50 a 80 mila persone. È l’unico modo che ha il personale della scuola di poter cambiare sede.
L’obiettivo delle limitazioni al diritto della mobilità – imposto anche dalla commissione europea – è garantire la continuità didattica. (ANSA).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *