Con il suo esempio ha insegnato a far televisione. Scopritore e valorizzatore di talenti ha destinato tanti artisti in embrione alla vita di spettacolo. Giornalista, conduttore televisivo, ideatore del primo vero talk show italiano Maurizio Costanzo, “il padre di tutti”, lascia un grande vuoto nella televisione italiana. Come tutti ho tanti ricordi di Costanzo. La cosa che ho certamente apprezzato più di tutte è il suo impegno nel combattere la criminalità organizzata. Nel 1993 Costanzo ha subito un attentato a causa dell’amicizia e della stima che lo legavano al giudice Giovanni Falcone.

In quegli anni il conduttore televisivo aveva utilizzato il suo talk show, “Maurizio Costanzo Show”, per far conoscere agli italiani il marciume di Cosa Nostra. Memorabili sono le interviste al giudice Falcone entrate nelle case degli italiani in modo assolutamente naturale e senza retorica.

Memorabile è quel gesto forte, bruciare una t-shirt che riportava una scritta contro la mafia, attraverso il quale Maurizio dichiaro’ guerra a Cosa Nostra dal palco del Teatro Parioli a Roma.

Per questa pubblica dichiarazione di impegno civile contro la mafia pagò il suo altissimo prezzo: un attentato, per fortuna scampato, nella propria abitazione che destabilizzò la sua vita privata.

Ma non destabilizzo’ la sua ferma volontà di denunciare la corruzione e l’illegalità.

Autentico, costante ed efficace è stato il suo impegno civile.

Di qualità, originale e generoso il contributo dato alla televisione italiana.

Costanzo è e rimarrà un esempio importante per tutti coloro che sognano uno spazio nel piccolo schermo.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani si unisce al dolore della famiglia e dell’Italia tutta per la scomparsa del nostro Maurizio.

prof.ssa Rosa Manco

CNDDU

 

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