Scuola, ai piani alti hanno rimosso i problemi che ruotano intorno all’aula. Il Ministro continua a chiedere… Gli insegnanti però devono gestire il sovraffollamento e il freddo

Scuola, “non si è mai parlato tanto come in questi ultimi mesi”

Scuola. Il Ministro dichiara: “non si è mai parlato tanto come in questi ultimi mesi”. La dichiarazione deve essere contestualizzata all’interno di altre rilasciate da G. Valditara e non solo. E purtroppo lo scenario che si apre lascia molto perplessi.
Il responsabile del MIM ha dichiarato: “Io ho posto come tema prioritario quello degli stipendi di tutti gli insegnanti, ovunque. E ho detto che dobbiamo lanciare una grande sfida per trovare risorse per la scuola e soprattutto per gli insegnanti, poi, parlando degli stipendi che sono molto, troppo bassi, ho affermato che dobbiamo trovare anche forme nuove ed ulteriori finanziamenti alla scuola a beneficio di tutto il personale”. Breve riflessione: pare che G. Valditara sia un soggetto estraneo al Governo e quindi impossibilitato ad attuare decisioni.
E’ di quest’ultima ora la proposta della D.S. Costarelli (ANP) di valutare gli insegnanti. Sorprende l’idea formulata da Dirigenti scolastici che non passano al vaglio degli ispettori, come proposto da L. Tassella (SBC).

L’aula, la grande dimenticata

Si potrebbero riportare altre dichiarazioni. Purtroppo il taglio rimarrebbe lo stesso: l’aula è dimenticata, perché rimanda a una realtà scomoda e complessa.
Il riferimento non è solo all’ambiente fisico, dove ogni giorno entrano gli studenti. Esso si arricchisce di un significato pedagogico, fortemente condizionato da fattori organizzativi e dalla mancanza di soluzioni strumentali efficaci.
Chi non frequenta l’aula da anni non conosce le difficoltà a realizzare una didattica di qualità e personalizzata in una classe di 25-30 alunni, alcuni dei quali sono diversamente abili (non è raro averne più di uno). Senza dimenticare gli alunni con Bes, Adhd… Ai piani alti hanno ridotto la presenza delle classi pollaio a un problema tecnico(?)
Indubbiamente l’apprendimento dipende anche dal confort ambientale. Difficile che questa sia possibile con aule che devono avere le finestre aperte anche nelle giornate fredde.  Ai piani alti hanno dimenticato la legge del febbraio ‘22 e le linee guida emanate dal Ministero della Salute (estate 2022), anche se quest’ultime hanno complicato la questione.
E’ possibile concludere che esiste una frattura significativa tra le dichiarazioni e la realtà difficile delle aule che deve essere gestita, purtroppo solo dagli insegnanti.

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