irene manzi

“E’ lungo l’elenco dei divari nella filiera dell’istruzione, dagli asili nido, alla scuola, all’università, descritti dalla Svimez nel Rapporto 2022. Sono dati che imporrebbero interventi per ridurre distanze e differenze mentre il governo, con l’autonomia differenziata spacca Italia, non farà che allargarli, creando nei fatti cittadini che godono di maggiori diritti rispetto ad altri. Parliamo di palestre scolastiche che al Sud sono un miraggio, di efficientamento energetico e sicurezza degli edifici, di tempo scuola, di asili nido. Si tratta di un divario grave che non farà che rafforzarsi se andasse in porto un progetto che ha tutte le sembianze di una secessione. Come fa il governo a non capire che su scuola e università si gioca il futuro del Paese e l’istruzione rientra tra i diritti costituzionali fondamentali. La creazione di sistemi regionali con risorse e regole differenziate penalizzerà le realtà che già hanno di meno. Questo significa che gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi delle regioni più fragili saranno intrappolati in scuole di serie B. Davvero vogliamo tradire così lo spirito della Costituzione e il principio della coesione nazionale? Il progetto spacca Italia va contrastato con forza nelle aule parlamentari: diciamo con forza no alla regionalizzazione dell’istruzione. Così Irene Manzi, deputata Pd e capogruppo in commissione istruzione, commenta l’ultimo rapporto Svimez.

 

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