Nella nuova rubrica de La Voce della Scuola “diritti e doveri”, insieme all’avv. Guido Marone, risponderemo alle richieste di chiarimenti sulle tutele dei lavoratori della scuola che, assiduamente, arrivano alla nostra redazione.

Oggi parliamo della Carta del docente e di chi ne ha diritto.

La Carta del docente è una iniziativa del Ministero dell’Istruzione prevista dalla legge 107 del 13 luglio 2016 (Buona Scuola), art. 1 comma 121, che istituisce la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche.

Per ottenere la carta del docente è necessario munirsi di identità digitale (SPID) e accedere al sito www.cartadeldocente.istruzione.it e attivare la propria carta del docente, accedendo all’importo annuo di 500 euro, spendibile nell’acquisto di materiale per la propria formazione professionale.

A chi spetta?

La Carta del Docente è destinata a docenti di ruolo delle Istituzioni scolastiche statali; docenti che insegnano all’estero; docenti dichiarati inidonei per ragioni di salute; docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo.

E per il personale precario?

“La carta docenti per i docenti precari è una questione arrivata anche sulla scrivania del Ministro, perché la corte di giustizia europea con una decisione di maggio ‘22 ha condannato l’Italia al riconoscimento di questo diritto anche al personale precario. Con la sentenza n.1842/2022, il Consiglio di Stato ha, infatti, riconosciuto illegittima e discriminatoria l’esclusione dei docenti precari dall’erogazione della Carta del docente, e, conseguentemente, ha esteso il diritto ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui previsti per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, anche in favore dei precari che abbiano stipulato con l’Amministrazione diversi contratti a tempo determinato.

Sull’equiparazione tra il lavoratore in ruolo ed il lavoratore precario, la giustizia si è ripetutamente pronunciata. Basti pensare ai tantissimi ricorsi vinti anche su altri diritti, come la retribuzione professionale docente, cioè quella differenza di stipendio che viene riconosciuta al docente di ruolo e non viene invece riconosciuta al docente precario. Oppure le ricostruzioni di carriera, per le quali la norma non riconosce il pre-ruolo. Così anche sul tema della carta docenti, sta intervenendo la giustizia. Il docente che abbia lavorato per uno o più anni, per un numero di giorni per ciascun anno pari almeno a 180, ha diritto al riconoscimento di questa somma di 500 euro, così come tutti gli altri docenti di ruolo.

Nonostante le numerose sentenze pronunciate a favore dei ricorrenti, il Ministero, condannato a riconoscerne i diritti e a pagarne le spese legali, continua a non intervenire, costringendo il lavoratore precario a ricorrere a nuovi ricorsi.

La Corte di Cassazione è intervenuta con una sentenza dell’ottobre del 2022 riconoscendo anche per gli educatori precari e in ruolo, il diritto ad ottenere questa somma da utilizzare per la propria formazione.

La posizione dei precari è, storicamente, una posizione più debole nel rapporto contrattuale con la Pubblica Amministrazione, ma fortunatamente i giudici ci vengono in aiuto e riconoscono il diritto all’equiparazione del trattamento anche per i docenti precari.”

Per aderire al ricorso, basta compilare il form cliccando al link: Riconoscimento Carta docenti ai Docenti precari

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