“Abbiamo umiliato la professione degli insegnanti togliendo loro la possibilità di rimproverare (protestano gli alunni), di dare brutti voti (protestano i genitori) e persino di bocciare (interviene il Tar). Come fanno i professori a farsi rispettare se nemmeno lo Stato li rispetta?”. Parole di Mario Giordano pubblicate su La Verità di oggi, che riporto non per scatenare l’ennesima sterile polemica sulla nostra scuola (vi prego, evitiamo!), ma come spunto di riflessione per chi divide il mondo in buoni e cattivi, simpatici e antipatici, amici e nemici…

Così, in un post su Facebook il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato.

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Un pensiero su “Scuola, Pittoni: spunto di riflessione per chi divide il mondo in buoni e cattivi, simpatici e antipatici, amici e nemici…”
  1. Infatti. Sarò nostalgica ma funzionava meglio la vecchia scuola. Si imparava di più c’era rispetto per i docenti e più integrazione. Erano tempi di uno stato che ha dato valore alla scuola pubblica e che ha saputo investire in modo saggio. Adesso tante trovate tanti soldi sprecati e tagli sempre più tagli sul personale. Vogliamo comprendere che hai giovani d’oggi manca l’essere seguiti? Non difesi ma seguiti in un percorso di crescita culturale educativo ed affettivo

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