Lettera al  Ministro dell’Istruzione e del Merito è il Professor Giuseppe Valditara

Lettera al Ministro dell’Istruzione e del Merito è il Professor Giuseppe Valditara

I lettori ci scrivono…

Caro Ministro dell’Istruzione e del Merito,
la chiamo Caro, nella speranza che dia voce alla mia e, non solo mia, purtroppo, richiesta di aiuto. Mi chiamo Alessia ed ho iniziato con una piccola supplenza a lavorare come cs a dicembre 2019. Poi, per causa o, merito del COVID, nelle scuole ci sono rimasta per due anni. Ci hanno detto che i contratti COVID erano un’aggiunta, che dovevamo fare da “sostegno” ai collaboratori di ruolo. Io, sinceramente, ho trovato tutt’altro.
Nella in cui ho lavorato c’erano circa 300 alunni per un totale di 7 collaboratori. Faccia molta attenzione ai numeri. Ogni collaboratore oltre alla sorveglianza di circa 7/8 classi aveva 3 classi da pulire oltre spazi comuni e bagni in circa 35/40 miniti. Inoltre c’erano le sanificazioni da fare su 7 collaboratori 5 erano in organico e 2 “aggiuntivi” COVID. Ciò vuol dire che in questo momento ci sono 5 collaboratori per gli stessi 300 studenti (materna elementari e medie) e lo stesso numero di classi. Lei può immaginare in quale stato siano ora quelle scuole?

Pensa veramente che un numero così esiguo di collaboratori riesca a fare la giusta sorveglianza e le adeguate pulizie quando in sette riuscivano a stento?

Quando già in sette capitava che mancasse qualcuno facevamo le capriole per poter portare a termine anche il lavoro del collega assente?!

Lei, ha veramente il coraggio di mandare dei bambini a scuola sapendo che sono sporche e con una sorveglianza non adeguata?

Oppure che i tanti bimbi disabili non abbiano chi li aiuta in bagno?

È il momento di avere coraggio ed investire sulle persone, abbiamo scuole con bellissimi banchi, che però nessuno pulisce, arriveranno PC, lim, lavagne luminose ma rimarranno nella polvere e sporcizia.Si rende conto anche Lei di quanto suoni strano?!
Mi auguro che dia voce ai 55.000 lavoratori che sono rimasti a casa ed ai bambini che meritano scuole adeguate ai loro bisogni.

Alessia Cavataio