SBC: Arretrati, si conferma la politica dei bassi salari per docenti e ATA italiani, delusione dei lavoratori

SBC: Arretrati, si conferma la politica dei bassi salari per docenti e ATA italiani, delusione dei lavoratori

Dicembre 18, 2022 0 Di Libero Tassella

Quando la propaganda si sotitusce alla realtà sui social, allora gli arretrati appaiono per come vi sono stati accreditati e non per come sono stati sbandierati dal Governo e dal Ministro Valditara, generano delusione tra i lavoratori della scuola che hanno atteso tre anni per avere il rinnovo del contratto almeno per la parte economica, resta ancora da definire la parte normativa.

Sappiamo che molti docenti e ATA aspettavano, consultando tabelle pubblicate sui siti, arretrati più sostanziosi, ma la realtà questa è. Sic stantibus rebus e francamente non riesco a capire tutta questa delusione.

Che sarebbe stato un pessimo contratto dal punto di vista economico il CNLL 19/21 era noto a tutti e da tempo , tra l’altro arrivato con un ingiustificato ritardo di tre anni, un ritardo che abbiamo sempre contestato già a partire dallo scorso anno unitamente a Scuola & Politica, auspicando la chiusura della parte economica e la riscossione degli arretrati quanto prima avevamo ipotizzato a settembre con Bianchi e invece sono arrivati a dicembre con Valditara che ha preso il merito di aver sbloccato il contratto.

Ma le risorse erano putroppo quelle che erano state stanziate in due leggi di Bilancio.

Quando i sindacati con l’eccezione della Cisl Scuola chiamarono i docenti e gli ATA a scioperare lo scorso dicembre con una manifestazione a Roma sotto la pioggia, lo fecero proprio per il Contratto 19/21, per inserire ulteriori risorse nella legge di Bilancio 2022, i docenti disertarono quello sciopero.

È bene ricordarlo ora che si elevano i lamenti sugli arretrati che ripeto erano soldi già stanziati e potevano essere erogati già da qualche mese.

Un contratto in linea con il precedente contratto del 2018 e in linea con l’appiattimento retributivo degli insegnanti iniziato anni fa a fronte di sempre maggiori oneri burocratici introdotti per legge.

Una linea di tendenza contro cui si dicono tutti contrari ma che nessuno pensa a invertire , pensate ai programmi elettorali di tutti i partiti la scorsa estate, confrontateli con questi arretrati e con lo stipendio che comincerete a percepire da gennaio 2023 e ne trarrete le vostre conclusioni.
Sono numeri che indicano euro, capacità di spesa, non servono tante parole.

Ora sappiano i docenti e ATA che per tre anni non ci saranno aumenti contrattuali e la stagnazione retributiva per loro continuerà come per il restante personale della PA. Su loro e sui pensionati cadranno gli oneri di un risparmio di 25 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Questa è la situazione, ovviamente tutto si può cambiare ma sappiate che senza la lotta, restando passivi e inerti nessuno vi regalerà mai nulla e non cambierà niente.

Chi crede ai regali per lui sta arrivando Babbo Natale si tratta di biorni e il 6 gennaio la Befana che tutte le feste porta via.