Tavolo Plenario con il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti

Tavolo Plenario con il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti

Dicembre 15, 2022 0 Di Ilenia Giocondo

Nello spazio di approfondimento giornalistico del progetto editoriale de La Voce della Scuola, che si pone l’obiettivo di costruire un ponte tra le voci del mondo della scuola e del mondo delle istituzioni, è stato coordinato un Tavolo Plenario con il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti e le rappresentanze dei docenti immobilizzati con Simonetta Arrabito, docenti ingabbiati con il prof. Stefano Della Posta, Movimento Nazionale Docenti Specializzati e Specializzandi sul sostegno con il Prof. Pietro Santoro, docenti vincolati con la prof.ssa Angela Mancusi, precariato e concorsi scuola con Massimo Arcangeli e Vincenzina Salvatore, moderato dalla Prof.ssa Doriana D’Elia e il prof. Diego Palma.

Tanti sono stati gli argomenti di discussione e altrettante le proposte sottoposte al Sottosegretario.

Vincoli e Mobilità

Uno degli argomenti più sentiti dai lavoratori della scuola è scuramente il problema Mobilità. I vincoli alla mobilità dovrebbero essere applicati per procedure concorsuali che non sono ancora partite, e che, dunque, fanno parte dell’impianto dell’ex Ministro Bianchi. “Una soluzione, spiega il portavoce del Movimento Nazionale dei Docenti di Sostegno Pietro Santoro, potrebbe essere provare con un contratto ponte e eliminare questi vincoli per i neo assunti, almeno per quest’anno, e poi applicarli alle prossime procedure concorsuali.”

Di governo in governo i vincoli alla mobilità subiscono modifiche legislative. Dal 2020 si è passati dal vincolo quinquennale al vincolo ridotto a tre anni, per poi arrivare allo scorso anno scolastico 2021/22 in cui i neoassunti hanno potuto fare la mobilità attraverso il CCNI. Oggi, con il dl. 36 i neoassunti si ritrovano nuovamente ad affrontare il problema vincoli. Quando si parla di vincoli, però, non ci si riferisce solo alla mobilità, ma anche alle assegnazioni provvisorie. L’ex governo Bianchi ha affermato che questi vincoli sono stati introdotti per garantire una continuità didattica, che, però, si rivela sempre più indebolita dalla difficoltà di sostenere gli spostamenti da una regione all’altra. “Ci sono circa 150 mila docenti precari che ogni anno si spostano di sede e di luogo”. Afferma la prof.ssa Angela Mancusi, portavoce del comitato nazionale dei docenti vincolati.

Docenti ingabbiati e docenti immobilizzati

Come avviene nella pubblica amministrazione e come previsto dal T.U. del ’94, è possibile per una determinata categoria di docenti applicare la procedura che riguarda la progressione di carriera verticale, sia per un passaggio di cattedra sia per il passaggio di ruolo. Queste procedure, mai rispettate, determinano l’annoso problema dei docenti “ingabbiati”. “Chiediamo la possibilità di poter partecipare a una progressione di carriera, mettendo le nostre competenze a disposizione degli studenti e abilitarci in un’altra classe di concorso” reclama il prof. Stefano Della Posta, a nome dei docenti ingabbiati.

Anche in merito al problema di tutti quei docenti che hanno sede di titolarità fuori dalla provincia o la regione di residenza, la prof.ssa Simonetta Arrabito, portavoce della categoria di docenti immobilizzati, chiede “l’avvio urgente di un processo risolutivo che permetta ai tanti docenti della scuola primaria e della secondaria, che ogni anno partecipano alle operazioni di mobilità interprovinciale prima, e annuale poi, di poter godere del loro diritto alla famiglia, leso da una normativa e da contratti che mirano a favorire solo alcune fasce all’interno della categoria.”

Agevolare la situazione dei docenti immobilizzati, agevola la situazione anche dei docenti precari e per il mondo del precariato e concorsi scuola conclude il tavolo l’avvocato Vincenzina Salvatore che afferma: “ Abbiamo avviato una serie di contenziosi innanzi al TAR in merito alla procedura selettiva relativa al concorso ordinario bandito con il decreto dirigenziale 449/20, ma non è più possibile risolvere i problemi della scuola nelle aule giudiziarie.”