Angela Mancusi portavoce del Comitato Nazionale dei Docenti Vincolati: “Se un vincolo deve essere imposto, deve essere scritto nei bandi prima di sostenere un concorso, mai dopo.”

Angela Mancusi portavoce del Comitato Nazionale dei Docenti Vincolati: “Se un vincolo deve essere imposto, deve essere scritto nei bandi prima di sostenere un concorso, mai dopo.”

Dicembre 15, 2022 1 Di Ilenia Giocondo

Nel corso del Tavolo plenario coordinato da La Voce della Scuola con il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito Frassinetti, Angela Mancusi portavoce del Comitato Nazionale Docenti Vincolati interviene in merito a Vincoli e continuità didattica.

“Dal 2020 la politica ha voluto legiferare su qualcosa che non è di competenza politica. Infatti, con l’ex Ministro Azzolina sono stati introdotti dei vincoli alla mobilità quinquennali che, successivamente, con una serie di modifiche legislative, è stato ridotto a tre anni fino ad arrivare poi allo scorso anno in cui neoassunti 2021 e 2022 hanno potuto fare la mobilità attraverso il CCNI con la sola firma della CISL scuola. Adesso invece col dl. 36 ci ritroviamo nuovamente ad avere vincoli ai neoassunti. Sappiamo benissimo, però, che il dl.36 prevede il vincolo, sì, ai neoassunti, ma che hanno sostenuto concorsi ancora non banditi. Ogni governo modifica tipologia di vincolo e, ricordiamo che quando parliamo di vincoli non ci riferiamo solo alla mobilità ma anche alle assegnazioni provvisorie. L’ex governo Bianchi ha affermato che questi vincoli sono stati introdotti per garantire la continuità didattica, ma, quello che ci chiediamo è come mai la continuità didattica debbano garantirla solo i neoassunti. Ci sono circa 150 mila docenti precari che ogni anno si spostano di sede e di luogo. La maggior parte dei docenti vincolati ha sostenuto concorsi regionali. Il problema è che, spesso, i docenti sono costretti a fare anche concorsi fuori dalla propria regione, perché al sud i posti sono esigui. Dunque, se si confrontano i numeri della mobilità del 17 maggio si nota che la maggior parte dei trasferimenti avviene sul sostegno e in fase provinciale. I colleghi dal nord non si trasferiscono al sud per mancanza di posti. Quindi, la preoccupazione dello svuotamento delle cattedre al nord, di fatto, non c’è. Perché ancora continuare in nome di una continuità rivelatasi, poi, fasulla dal momento che molti colleghi del sud si sono trovati a dover rinunciare all’incarico al nord, perché lo spostamento non è più sostenibile? Dunque, ci chiediamo se è possibile, da parte del ministero, in fase di CCNI, andare incontro ai sindacati che sono concordi a concedere la deroga, almeno per quest’anno, a questi docenti. E introduco anche un’altra questione, ovvero, l’aumento delle aliquote. Attualmente abbiamo un’aliquota al 25%, ma se questa non aumenta è molto difficile che i colleghi riescano a spostarsi.”

“Infine – conclude la prof.ssa Mancusi – se un vincolo deve essere imposto, deve essere scritto nei bandi prima di sostenere un concorso, mai dopo.”