Il Governo non ama la cultura e taglia “18app”

Il Governo non ama la cultura e taglia “18app”

Che la diffusione della cultura tra i giovani non sia al centro dell’interesse del governo Meloni è stato chiaro sin dall’inizio. Il governo delle destre prevede tagli alla scuola pubblica (incrementando i finanziamenti per le scuole paritarie), ha al suo interno una forte componente che punta alla regionalizzazione dell’Istruzione pubblica con conseguente rischio di frammentazione culturale e sociale del Paese, ha modificato, anche grazie ai voti della destra liberale di Calenda e Renzi, il nome del Ministero dell’Istruzione inserendo il termine “merito”. Termine caro a chi vede nell’istruzione un diritto uguale per tutti ma in cui ci sono “uguali” più “uguali” di altri.
Ora è la volta del “Bonus cultura”, un fondo che lo Stato mette a disposizione dei neo-maggiorenni che possono usare per l’acquisto di libri, biglietti di musei e cinema, iscrizioni a corsi di lingua e molto altro. La maggioranza di destra ha oggi presentato un emendamento alla legge di bilancio che chiede l’abolizione di tale fondo.
Il PSI scuola e università auspica che le opposizioni, correttamente insorte contro questo taglio indiscriminato, portino nelle aule parlamentari azioni finalizzate a mantenere questo bonus. Noi socialisti sosterremo ogni azione volta a salvaguardare un provvedimento che da anni è preso ad esempio in molti Stati europei. Enzo Maraio, Segretario nazionale PSI e Luca Fantò, Referente nazionale PSI scuola, ricerca e università.