Se Calenda e Renzi votano con la destra

Se Calenda e Renzi votano con la destra

Anche se in realtà ancora non è chiaro cosa intenda il Ministro per “merito”, avremo il “Ministero dell’Istruzione e del Merito”. La richiesta di eliminare il termine è stata respinta oggi dalla Camera e il fatto che Azione e Italia Viva abbiano votato insieme alla maggioranza non stupisce. Non stupisce perché, al pari della federazione tra i partiti di Calenda e Renzi (padre della “buona scuola”), si tratta di un governo a forte matrice liberaldemocratica, che quindi, nella visione liberista del merito, punta a creare spazi per chi è più in grado di sfruttarli. Non stupisce neppure che la legge di bilancio preveda minime risorse per la scuola pubblica.

Non è altresì difficile immaginare come il governo (forte del possibile sostegno esterno di forze ideologicamente affini) in futuro possa agire non per concedere pari opportunità né per approfittare del previsto calo del numero di studenti per ridurre gli alunni nelle aule, ma per ridurre le classi e accorpare gli Istituti, per risparmiare. Né diverso sarà l’atteggiamento di questa “maggioranza allargata” sulla questione della regionalizzazione dell’Istruzione pubblica. Una riforme che, qualora si facesse, lancerebbe le Istituzioni regionali in una gara al risparmio e all’accaparramento di fondi da gestire più che a ridurre le differenze sociali e regionali.

Per noi socialisti, nell’istruzione, come in tutti i settori della vita del nostro Paese, è necessario garantire a tutti pari opportunità. Per noi socialisti il merito non si risolve nel premio a chi riesce a superare gli altri, ma nella valorizzazione delle differenze a vantaggio dell’intero corpo sociale. Cos’, in una nota, Enzo Maraio,  Segretario nazionale PSI  e Luca Fantò, Referente nazionale PSI scuola, ricerca e università.