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“Ora è ufficiale. Sulla trasparenza, come avevo già qui preannunciato in un post del 24 ottobre, abbiamo sconfitto il Ministero dell’Istruzione, già sconfessato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che aveva accolto il ricorso presentato dall’avv. Vincenzina Salvatore per conto di una partecipante alla selezione concorsuale (classe A057) perché fossero resi pubblici i nomi della Commissione nazionale responsabile del più scandaloso concorso scolastico della storia della Repubblica: ieri Vincenzina, che non finirò mai di ringraziare, mi ha inviato un documento, firmato dal dott. Stefano Versari (alla guida del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di informazione, Ufficio II), contenente i nomi dei membri della Commissione nazionale e delle Sottocommissioni concorsuali. Prendo atto del senso di responsabilità dell’interessato, di cui avevo a suo tempo chiesto la rimozione dall’incarico dopo l’incredibile risposta di diniego, che ho reso pubblica (sempre qui) il 4 ottobre, sulla pubblicazione di quei nomi”. Così, stamattina ha scritto in un post sul suo profilo facebook, il prof. Massimo Arcangeli, professore universitario ordinario, linguista e sociologo della comunicazione.

“Mi dispiace – ribadisce Arcangeli – dover rilevare la presenza, fra i Commissari ministeriali, di persone che conosco benissimo. Avrebbero dovuto uscire allo scoperto e non l’hanno fatto, ma sono sempre in tempo per rimediare, perché non è mai troppo tardi, provvedendo a riconoscere come tali i quesiti errati, mal formulati o altro che non sono stati ancora corretti (ma intanto, come molti di voi sanno, le correzioni continuano). Se non lo faranno, se non interverranno dove è necessario (e non più rinviabile) intervenire, e se anche i componenti della Commissione madre non provvederanno a rimediare al disastro che hanno fatto, non ci saranno più alibi per nessuno: chi non ha allora dimostrato nemmeno un briciolo di sensibilità istituzionale, continuando a rimanere nell’ombra pur sapendo quel che stava avvenendo, si assumerà fino in fondo le sue responsabilità perché questa brutta vicenda finirà come dovrebbe finire ogni vicenda in cui le competenze e il merito (che sembra improvvisamente diventata una parola impronunciabile), insieme alla dignità e alla parità di trattamento, siano offesi, vilipesi, calpestati”.

“Come sa bene chi mi conosce, perché ogni cittadino responsabile di una qualunque nazione (altra parola che qualcuno vorrebbe impronunciabile) dovrebbe difendere e rappresentare lo Stato di diritto, non mi fermerò. Mi sentirò – conclude – nei prossimi giorni, dopo aver concordato la linea da seguire con Vincenzina Salvatore, con tutti i delegati delle varie classi di concorso firmatari del ricorso che facemmo per i necessari dettagli. A loro chiedo, e lo chiedo agli altri eventualmente interessati per le restanti classi di concorso, di contattarmi in privato (anche telefonicamente) e di diffondere il contenuto di questo post”.

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