Il giovane sindacato prende una posizione netta contro le rassicurazioni pervenute dall’incontro del Ministro dell’Istruzione e del Merito con i sindacati rappresentativi della dirigenza. In primo luogo perché, a dispetto di quanto riferito, il parametro di riferimento nuovo è individuato in 950 alunni dalla relazione tecnica, rispetto agli attuali dati: “considerata la complessità organizzativa, tenuto conto della normativa di settore, con particolare riferimento ai parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale docente ed ATA, viene individuato pari a 950 il numero di alunni che consente una gestione ottimale delle istituzioni scolastiche”.

Poi bisogna ricordare come le attuali scuole normo-dimensionate non sono conteggiate nel calcolo di partenza, dal 2025, anche perché non hanno in questo triennio attribuito un dirigente scolastico né un DSGA. Quindi dalle 7.402 sedi di presidenza previste nel 2025 si scenderà comunque a 6.885 sedi di presidente nel 2031. Infine, è evidente che rispetto a investimenti si tratta di tagli, dai risparmi di spesa (88.371.992 euro) segnati in tabella.

Bisogna fare un passo indietro e confermare le sedi di presidenza attuali incluse quelle normo-dimensionate senza dirigente attuale per poter ridefinire la rete dei servizi scolastici.

Così si abbattano anche le reggenze e si consentono le condizioni per una gestione attenta delle sedi autonome.

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