Scuole scomposte? Si, grazie!!!

Scuole scomposte? Si, grazie!!!

Novembre 17, 2022 0 Di Emiliana Senatore

Ahinoi ancora oggi girando per le scuole di ogni ordine e grado si vedono ambienti consciamente organizzati dal gruppo insegnante in maniera tradizionale. Ci viene da dire: che tristezza!!!

Nulla è cambiato dalla scuola gentiliana dove, l’ordine il rigore, la disciplina nel processo di insegnamento-apprendimento non prevedeva altre modalità, strumenti diversi da una gestione/organizzazione verticistica e tante volte rendeva l’esperienza dell’imparare davvero un fatto austero e mnemonico che soggiaceva a dettami assurdi. Viene da chiedersi, è pensabile oggi alla luce dell’invasione delle nuove tecnologie, pensare a setting siffatti?

L’apprendimento può dirsi significativo con tali contesti ancora tradizionalmente strutturati e consapevolmente predisposti dall’insegnante? E’ ancora di moda organizzare l’insegnamento in tal modo? Quale esperienza significativa sul piano socio emotivo può essere fattibile?

L’implementazione delle tecnologie digitali, ha portato in questi ultimi anni a ridisegnare nuovi geometrie all’interno di spazi dedicati alla didattica; l’aula sempre più un ambiente operativo e funzionale alle capacita di questi nativi digitali che ancor prima di camminare ricevono una vera e propria immersione nel mondo digitale. Allora un ambiente di lavoro in linea con le capacità non è come chiedere la luna, un ambiente in cui potersi muovere con disinvoltura, organizzato con postazioni colorate di lavoro mobili ed operative, organizzate tendenzialmente con banchi e sedie disposti in gruppi da 4 o da 5 alunni che fanno saltare l’assetto tradizionale della classe. Un setting completamente rinnovato e ristrutturato velocemente a seconda della modalità del metodo di lavoro adottata in classe. Una classe scomposta, “energy”, dinamica, dotata di arredi smart in grado di essere spostati e riallocati a seconda dele modalità di lavoro nello spazio con facilità. Pensare di creare questi ambienti, dove il momento laboratoriale diventa la regola e non l’eccezione, significa progettare percorsi educativi, itinerari, strategie e tecniche spendibili per la vita e in ogni contesto. Allora diventa un gioco da ragazzi promuovere quelle soft o life skills, ovvero quelle abilità sociali, cognitive e di gestione delle emozioni che ci consentono di adottare comportamenti tali da cavalcare le difficoltà della vita e le varie situazioni che prevedono un coinvolgimento pieno della persona. Pensare di intervenire a scardinare vecchie convinzioni, rientra nell’etica scolastica di un gruppo docente coeso e attento, che nella consapevolezza emotiva di un tempo che vivaddio corre alla velocità della luce, si interroga e decide di cambiare rotta. Solo così, possono i docenti immaginare di non perdere una corsa che vede gli allievi già favoriti in partenza perché con un pieno di energia di tecnologia insuperabile.