SBC per salvare la scuola italiana ridurre il numero di alunni e assumere docenti e bidelli, su questo il PNRR ha fallito

SBC per salvare la scuola italiana ridurre il numero di alunni e assumere docenti e bidelli, su questo il PNRR ha fallito

Novembre 12, 2022 0 Di Libero Tassella

Si è usata la denatalità da parte dell’ ex Ministro Bianchi per non modificare nella legge di Bilancio 2022 l’assetto con cui da anni si formano le classi e gli organici nelle scuole di ogni ordine e grado, la norma introdotta dell’ex Ministra Maria Stella Gelmini.

Con il Covid prima e con il PNRR poi non si è colta l’occasione di realizzare la diminuzione del numero degli alunni nelle classi che è l’unica risposta di tipo strutturale finalizzata sia ad un’ offerta educativa di qualità sia alla lotta alla dispersione scolastica esplicita ed implicita, due obiettivi falliti nel PNRR dal governo Draghi che ha pensato solo a disperdere risorse con cervellotici concorsi, con la Scuola di Alta Formazione per boiardi di Stato, con la formazione obbligatoria e incentivata degli insegnanti per un 40%, con il docente esperto e la carriera e con la distribuzione una tantum di fondi nelle scuole a rischio di dispersione, non considerando che tutte le 8000 scuole italiane rebus sic stantibus sono a rischio di dispersione almeno quella implicita, uscire dalla scuola senza nessuna conoscenza.

Gli obiettivi sono stati mancati clamorosamente ma è stato mancato un altro obiettivo.
Quello dell’assunzione del personale docente che oggi ha tra tra i 35 e i 45 anni ed esperienze di servizio collocati in varie tipologie di graduatorie.

Tra 5 anni 250.000 insegnanti andranno in pensione e 500.000 nei prossimi 10 anni e con i concorsi previsti nella secondaria dal PNRR ( DL 36) non riusciremo a sostituirli, non solo, la professione dell’ insegnante complessa e burocratizzata, sociamente non riconosciuta, per alcuni versi anche pericolosa e soprattutto sotto pagata sarà disertata dalle nuove generazioni, inoltre il flusso di insegnanti dal Sud del Paese verso il Centro, il Nord Est e il Nord Ovest, si arrestera’ , in parte il fenomeno già è in atto, perché nessuno è disposto a lavorare in una situazione di semi povertà per dover sostenere costi per alloggio, vitto e utenze e perché al Sud presto si libereranno posti per turn over, essendo lì concentrati i docenti più anziani e prossimi alla pensione.

Tra 15 anni poi la popolazione italiana si ridurrà come ci dicono gli ultimi studi demografici del 30% e alcuni lavori tra cui quello dell’insegnante non riusciremo a trovarli tra la popolazione italiana. Ecco perché da subito bisogna assicurarsi una stabilizzazione dei docenti tra i 35 e i 45 anni che tra 15 anni saranno ancora in servizio.

Ancora nel PNRR in modo miope non si è puntato su una fase transitoria che tenesse conto di tutto ciò.

Bisognerebbe farlo subito già dal 23/24, l’appello va al Governo, al Ministro Valditara, ai partiti della Coalizione di maggioranza ma anche ai partiti di opposizione e a tutti i sindacati, alltrimenti tra qualche anno dovremo ricorrere agli studenti universitari o ai giovano laureati che vedranno l’insegnamento solo come un momento lavorativo temporaneo per poi passare ad un lavoro più remunerativo.

Abbiamo fatto negli ultime decenni politiche sbagliate ispirate alla riduzione della spesa o a riforme a invarianza di spesa, così in controtendenza con gli altri Paesi, abbiamo reso lungo e complesso l’iter di stabilizzazione del docente, puntando sulla compressione dei salari e sulla sperequazione tra domanda ed offerta, ora questo sistema è in crisi e bisogna invertire le politiche. Questa la sfida che lanciamo la nuovo Governo come SBC.

In ultimo ma non come ultimo problema bisogna puntare e da subito sull’assunzione stabile di personale non docente, in particolare il sistema scolastico ha urgente bisogno di collaboratori scolastici, bisogna cambiare i criteri con cui si definiscono i loro organici, la mancanza dell’organico covid ha fatto venir fuori un problema drammatico nelle scuole che non è avvertito solo da chi non conosce la scuola reale cioè da chi non la governa.