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Si è fatto il Governo, si è dato avvio alle danze.

Tra nomi illustri più o meno noti, le consuete polemiche e il tifo da stadio, sono nati nuovi ministeri e sono stati ribattezzati alcuni di quelli esistenti.

Il mondo della Scuola ha accolto con perplessità quel nuovo nome “Ministero dell’istruzione e del Merito” che, proposto per sottolineare il valore delle qualità personali, finisce per riportare l’Istituzione allo spettro del prestazionismo.

Decenni di discussioni pedagogiche sul valore dell’evoluzione personale del singolo, sull’importanza della valorizzazione delle capacità personali in un’ottica di inclusione e sostegno delle differenze, messe in dubbio da una singola parola dalla controversa  interpretazione.

I docenti si chiedono con interesse chi, come e in che modo dovrebbe quantificare e garantire questo “merito”, se questo verrà declinato in ottica evolutiva o secondo lo sterile valore numerico del voto assegnato, in un controsenso educativo di identificazione tra persona e prestazione.

Cosa si intende per “merito”? A quali soggetti verrà applicata questa valutazione?

Agli alunni, che hanno il diritto dovere di procedere per tentativi ed errori e sperimentare la serenità del poter ripartire più competenti dopo un inciampo, o al personale scolastico, da lustri oggetto di ripetute sperimentazioni gestionali capaci di confondere il più ferrato dei sindacati e portare in errore persino gli amministrativi più importanti?

Forse verrà accostato agli insegnanti, la categoria più sottoposta ad una stratificazione di valutazioni formative e concorsuali, capaci ormai solo di far desistere dalla professione i soggetti maggiormente dotati di competenze plurime e trasversali?

In attesa di conoscere le indicazioni di base che il nuovo Ministro Valditara intende diramare per la vigenza del suo incarico, il mondo della scuola resta ad osservare, sperando che questo nuovo nome possa essere un segnale operativo di svolta e non di retrocessione, in una situazione contingente di complessità ed incertezza trasversali in ogni settore scolastico e sociale.

Buon lavoro e in bocca al lupo al Ministro.

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