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Ogni mese dallo stipendio degli insegnanti precari lo Stato trattiene i 174,50 euro della “Retribuzione professionale docenti”; al personale Ata si continuano a sottrarre tra i 66,90 euro a 73,70 euro di “Compenso individuale accessorio”. Il sindacato continua a non accettarlo, a fare ricorso e a riscuotere consensi dai giudici: l’ultimo è stato quello del lavoro di Vercelli che giovedì scorso, 20 ottobre, con una sentenza esemplare ha risarcito con 1.166,29 euro, più gli interessi, un “assistente amministrativo assunto con contratto a tempo determinato dal Ministero resistente dall’a.s. 2018/2019 ed attualmente in servizio presso” un istituto comprensivo, dopo che il dipendente precario aveva chiesto “l’accertamento del proprio diritto alla corresponsione del compenso individuale accessorio ex art. 25 del CCNL del 31.8.1999 in ragione dei giorni effettivamente lavorati nell’a.s. 2020/2021”.

Ancora una volta, la difesa dei legali Anief è stata vincente: in questo caso, gli avvocati Walter Miceli, Fabio Ganci e Giovanni Rinaldi hanno spiegato – sulla base di diversi riferimenti normativi nazionali ed europei, nonché precedenze sentenze in merito – che l’assegnazione del Compenso individuale accessorio va assegnato a tutto il personale Ata, senza alcuna distinzione tra lavoratori assunti a tempo indeterminato e determinato e nemmeno rispetto alle diverse tipologie di supplenze. Il giudice ha pertanto accolto il ricorso e condannato l’amministrazione scolastica a “corrispondere al ricorrente la somma di € 1166,29 a titolo di compenso individuale accessorio, oltre interessi legali dalle scadenze al saldo, e l’eventuale maggior somma corrispondente alla differenza tra la rivalutazione e gli interessi”; condannando inoltre “la parte resistente alla rifusione delle spese di giudizio che liquida in € 700,00 per compenso, oltre rimborso forfettario 15%, IVA e CPA con distrazione ai difensori antistatari”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, esprime tutta la sua soddisfazione: “Ancora una volta recuperiamo importanti somme sottratte indebitamente ai precari della scuola. Consigliamo di presentare, a tutti coloro che non vogliono soccombere, il ricorso che abbiamo predisposto per i docenti e il personale Ata non di ruolo, ai quali si continua a negare in modo illegittimo il diritto alla riscossione di RPD e CIA mensili, come per è accaduto ai supplenti “Covid” dell’ultimo biennio: per ogni anno di supplenze la cifra da recuperare si aggira sui mille euro annui. Per comprendere l’entità della somma da ricevere, previo ricorso, Anief continua a mettere a disposizione dei dipendenti scolastici il Calcolatore online gratuito”.

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