Rino Di Meglio (Gilda): La violenza dei numeri primi

Rino Di Meglio (Gilda): La violenza dei numeri primi

Alcuni giorni fa sono state rese note le statistiche dell’OCSE sulla scuola e i dati sulle retribuzioni di chi vi lavora. Qualche giornale ha osato pubblicare ciò che tutti sanno, ma che è vietato dire: in Italia vi sono i presidi più pagati d’Europa e nello stesso tempo gli insegnanti con le retribuzioni più basse.
Appena uscita la notizia, apriti cielo!
Ho letto sul web qualche dirigente scolastico gridare contro la diffusione di notizie false “io prendo solo 2980 euro al mese!”. Il Tapino dice la verità, si è solo dimenticato di verificare che i docenti prendono mediamente meno della metà. Non si sa perché la verità della statistica debba risultare in qualche modo offensiva per qualcuno, ma tant’è che esce a ruota il comunicato di un sindacato dei presidi per ribadire che svolgono un lavoro complesso e carico di responsabilità, e questo nessuno lo mette in dubbio, ma neppure quello dei docenti è semplice e privo di responsabilità.
Ma non basta. Il Sindacato rileva che tutto il comparto è trattato male e quindi anche i presidi sono pagati meno degli altri dirigenti pubblici.
E qui constatiamo una cosa non vera: non siamo nello stesso comparto, i contratti sono diversi, i presidi stanno nell’area della “dirigenza scolastica”.
È vero poi che i dirigenti pubblici sono retribuiti mediamente più di quelli scolastici, ma parliamo degli alti dirigenti dei ministeri.
L’ultima frase, a dire il vero un po’ offensiva: “non possiamo essere paragonati agli insegnanti, sarebbe come paragonare gli infermieri ed i primari”.
Orbene, in Italia, il primario è un medico che guida altri medici e non c’entra con gli infermieri.
È proprio vero il contrario, siccome il preside è un ex insegnante, questi ultimi andrebbero trattati come i medici in rapporto al primario.
Non come gli operai di una fabbrica in rapporto all’imprenditore.