Come aveva preannunciato qualche giorno fa il sindacato Anief, torna a disposizione la carta annuale del docente da 500 euro per la formazione professionale: dopo uno stop di quasi un mese, infatti, il Ministero dell’Istruzione ha annunciato che “a partire dalle ore 15 del 27 settembre p.v. l’applicazione cartadeldocente sarà aperta per consentire la gestione del bonus. Si segnala che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi all’anno scolastico 2021/2022”. Il personale docente di ruolo, quasi 700mila insegnanti, potrà accedere alla somma annuale dell’anno scolastico in corso, ma anche agli eventuali residui dell’anno scolastico passato.

“Avevamo dato rassicurazioni sulla fruibilità della carta annuale del docente – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – , dopo avere ottenuto, con l’ultima Legge di Bilancio, la conferma per altri 4-5 anni dell’assegnazione dell’attuale somma. Da oggi, quindi, i docenti di ruolo potranno accedere alla piattaforma. Ma anche i precari, ricordo, possono chiedere di accedervi, recuperando pure i 2.500 euro degli ultimi cinque anni, così come scritto nell’ordinanza della VI sezione della Corte di Giustizia Europea che ha detto espressamente di assegnare i 500 euro annuali della carta anche ai docenti precari. Finora l’hanno fatto in tanti: in pochi mesi, oltre 10mila supplenti o ex precari hanno presentato con Anief il ricorso in tribunale per recuperare gli arretrati e vedersi assegnati d’ora in poi i 500 euro annui. I primi ricorsi dei nostri tribunali sono già stati vinti”.

 

“Ricordo – continua Pacifico – che lo stesso personale può aderire pure ai ricorsi, per ottenere l’assegno relativo alle ferie non godute se supplente al 30 giugno o breve e saltuario, al salario accessorio /rpd/cia) non corrisposto durante i contratti brevi e saltuari, per recuperare gli scatti di anzianità maturati, il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine e per le mensilità estive se in servizio su posto senza titolare. in tutto – conclude Pacifico – si tratta di altri 5 mila euro per ogni anno di servizio, secondo quanto già deciso dalla giurisprudenza”.

Anief ha calcolato che se tutti i precari aderissero ai ricorsi, lo Stato dovrebbe pagare fino a 6 miliardi di risarcimenti: dieci volte di più il costo preventivato per l’immediata loro stabilizzazione, con grave aggravio di spesa a carico dei contribuenti senza che nessuno paghi la responsabilità politica di tale scelta. Gli interessati a recuperare le somme non assegnate durante il precariato possono cliccare qui. Per quantificare le somme da chiedere allo Stato attraverso il Tribunale, Anief mette infine gratuitamente a disposizione di tutti i dipendenti scolastici un Calcolatore online gratuito

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