SCUOLA – Carta docente da 500 euro, sistema bloccato da tre settimane: il Ministero rassicura, tra pochi giorni sarà accessibile. Intanto Anief continua a raccogliere i ricorsi dei precari: già 10mila adesioni

SCUOLA – Carta docente da 500 euro, sistema bloccato da tre settimane: il Ministero rassicura, tra pochi giorni sarà accessibile. Intanto Anief continua a raccogliere i ricorsi dei precari: già 10mila adesioni

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Niente aggiornamento fino a data da destinarsi per i docenti italiani: dall’inizio di settembre la piattaforma telematica per utilizzare la carta del docente risulta inaccessibile. Tutti coloro che hanno tentato in queste settimane di utilizzare il bonus annuale da 500 euro, gli eventuali residui dell’anno scolastico passato e l’intera quota di quello attuale, continuano a non avere possibilità di accesso. Dal Ministero dell’Istruzione sostengono che si tratta solo di un leggero ritardo rispetto a quanto accaduto negli anni passati, sempre in corrispondenza dell’avvio delle lezioni, quando per motivi di aggiornamento del sistema la piattaforma è sempre risultata non utilizzabile. Pertanto, si tratterebbe di attendere solo qualche giorno, anche perché con l’ultima Legge di Bilancio sono state stanziati i finanziamenti che garantiscono la somministrazione dei 500 euro ancora per alcuni anni. Nel frattempo, si moltiplicano i ricorsi per assegnare la somma annuale anche ai docenti precari: in pochi mesi, oltre 10mila supplenti o ex precari hanno presentato con Anief il ricorso in tribunale per recuperare fino a 3mila euro e per vedersi assegnati d’ora in poi i 500 euro annui. A convincere i docenti è stata prima l’ordinanza della VI sezione della Corte di Giustizia Europea che ha riconosciuto l’assegnazione della carta del docente da 500 euro annui per l’aggiornamento e la formazione anche agli insegnanti precari, ma anche l’esito positivo dei primi ricorsi nei nostri tribunali.

 Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non si sorprende, perché “a chiedere di farsi restituire il maltolto potrebbero essere 200.000 docenti precari. Sono quelli che hanno svolto supplenze negli ultimi cinque anni e che ora hanno buonissimi motivi per rivendicare ognuno dallo Stato fino a 3mila euro. Se tutti lo faranno, dalle casse pubbliche verrà sottratta una cifra vicina al mezzo miliardo di euro. Ma non è finita qui, perché lo stesso personale può aderire anche ai ricorsi per ottenere l’assegno relativo alle ferie non godute se supplente al 30 giugno o breve e saltuario, al salario accessorio /rpd/cia) non corrisposto durante i contratti brevi e saltuari, per recuperare gli scatti di anzianità maturati, il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine e per le mensilità estive se in servizio su posto senza titolare. in tutto – conclude Pacifico – si tratta di altri 5 mila euro per ogni anno di servizio, secondo quanto già deciso dalla giurisprudenza”. Il sindacato ha calcolato che se tutti i precari dovessero aderire ai ricorsi, lo Stato dovrebbe pagare fino a 6 miliardi di risarcimenti: una cifra dieci volte superiore al costo preventivato per l’immediata stabilizzazione, con grave aggravio di spesa a carico dei contribuenti senza che nessuno paghi la responsabilità politica di tale scelta. Gli interessati a recuperare le somme non assegnate durante il precariato possono cliccare qui. Per quantificare le somme da chiedere allo Stato attraverso il Tribunale, Anief mette infine gratuitamente a disposizione di tutti i dipendenti scolastici un affidabile Calcolatore online.