SCUOLA – Il docente esperto ha solo cambiato nome, niente organico Covid e precari al palo: oggi Anief incontra RSU e dei TAS per entrare in mobilitazione in vista dello sciopero, i nuovi parlamentari si devono rendere conto della gravità della situazione

SCUOLA – Il docente esperto ha solo cambiato nome, niente organico Covid e precari al palo: oggi Anief incontra RSU e dei TAS per entrare in mobilitazione in vista dello sciopero, i nuovi parlamentari si devono rendere conto della gravità della situazione

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Il docente esperto non è stato cancellato, ha solo cambiato denominazione. Anief lo ha compreso subito dopo l’approvazione dell’emendamento al Decreto legge Aiuti bis che abroga la figura del docente esperto ma lascia in vita nei fatti tutti gli incentivi previsti per gli 8 mila super insegnanti fra 10 anni. Inoltre, sono state bocciate anche le richieste di conferma dell’organico aggiuntivo, caldeggiato da pure da un alto numero di parlamentari per la regolare ripresa delle attività didattiche e di integrazione, come pure dell’allargamento delle graduatorie dell’ultimo concorso Straordinario bis a tutti i partecipanti, ancora di più perché ci ritroviamo con 43 mila mancate immissioni in ruolo per mancanza di candidati. Una decisione che ha costretto il sindacato a ricorrere al Comitato europeo dei diritti sociali.

“La nostra prima risposta al Governo – annuncia oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è quella della convocazione urgente, per oggi alle ore 16.00, delle RSU e dei TAS Anief, con i quali pianificare la mobilitazione del personale scolastico: l’obiettivo, come avevamo annunciato nei giorni scorsi in caso di bocciatura delle nostre richieste, è quello di convincere i nuovi parlamentari ad ascoltare il mondo della scuola, organizzando una serie di assemblee e di iniziative di protesta, fino allo sciopero generale, anche per l’avvio della contrattazione integrativa di istituto per l’anno appena iniziato”.

Il sindacalista autonomo ricorda che tutto ciò “è stato scritto, nero su bianco, nel Manifesto Anief fatto pervenire anche a tutte le forze politiche. Invece di confrontarci sulle nostre proposte, ci ritroviamo umiliati, perché oggi più che mai alla scuola italiana servivano risorse, assunzioni di nuovo personale, tutela dei diritti dei lavoratori e unità d’intenti, da convogliare nella prossima legge di bilancio: non è stato fatto e per noi la mobilitazione è inevitabile. Vogliamo che i prossimi parlamentari eletti si rendano conto degli enormi problemi da superare nella scuola. E che il nuovo Governo – conclude Pacifico – stanzi le risorse dovute per sbloccare il contratto nazionale bloccato da quasi quattro anni”.