Ora posso ufficializzarlo. Sarò candidato in Piemonte come capolista (collegio plurinominale P01 alla Camera, Circoscrizione 2) e nel Lazio (uninominale U06 del collegio plurinominale P03 alla Camera, Circoscrizione 1) per Unione Popolare“.

Lo dovevo al mondo della scuola, che conosco bene perché la mia naturale vocazione all’insegnamento mi ha portato prima a insegnare in tanti corsi di italiano per stranieri, poi in una scuola legalmente riconosciuta e quindi nella scuola pubblica (prima e dopo aver vinto il concorso), che ho alla fine lasciato per l’università ma è sempre stata il mio primo, indimenticabile amore”.

“Lo dovevo a me stesso, perché a un certo punto della tua vita devi decidere cosa vuoi davvero fare delle tue battaglie, dei tuoi ideali e dei tuoi punti fermi. Perché lo Stato, lo dico spesso, siamo noi, e per lo Stato ci dobbiamo perciò adoperare costantemente da cittadini e cittadine consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri”.

Lo dovevo a Luigi De Magistris, al gruppo di lavoro Dem-A e alle tantissime persone con cui negli anni ho condiviso un’infinità di iniziative per provare a cambiare qualcosa in un’Italia in cui, se vogliamo lavorare per il futuro dei nostri giovani, dobbiamo continuare a credere”.

Lo dovevo in particolare ai tanti insegnanti, vittime di concorsi sperequativi o iniqui, dai quali ho appreso moltissimo da quel 2017 in cui ho fatto io stesso il presidente di una sottocommissione nazionale (per l’accesso ai ruoli di dirigente scolastico) a un 2022 da dimenticare”.

“Ora avrò bisogno -prosegue – dell’aiuto di voi tutti, perché, indipendentemente dalla mia candidatura e da come andrà, ho intenzione, da ora in poi, di dedicare alla scuola tutto l’impegno possibile. Da solo non potrei ovviamente farcela, ed è per questo che chiedo sostegno a chi vorrà darmelo per un’idea di scuola completamente diversa dall’attuale. Ci vorranno anni, ma se c’è una cosa che riconosco essere distintiva in me, oltre alla caparbietà, è la forza dell’attesa”.

“A breve farò circolare una bozza di documento dalla quale partire per poter elaborare insieme le linee portanti del progetto di nuova scuola già delineato nel libro-manifesto collettivo di cui ho annunciato un po’ di giorni fa l’uscita imminente (2 settembre) e al quale alcuni di voi hanno generosamente contribuito”.

La scuola che vogliamo

“La sfida più delicata da raccogliere, per una scuola al passo coi tempi, è riuscire ad armonizzare le esigenze dei singoli col bene comune, mirando al raggiungimento di un sostanziale equilibrio tra la valorizzazione delle “differenze” e il riconoscimento dell’importanza di una risposta compatta alle aspettative di una società sempre più complessa e frammentata al suo interno. Una risposta che sia il frutto di una piena unità d’intenti tra i diversi soggetti coinvolti, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, il personale ATA, gli studenti e le loro famiglie, per rimettere mano all’attuale sistema d’istruzione (sperequativo, aziendalistico, burocratizzato) e ripensarlo a partire dalle riflessioni su alcuni temi e obiettivi portanti per la scuola di domani”:

  1. Equiparazione agli standard europei per i finanziamenti alla scuola e per le retribuzioni del personale (con aumenti da far valere anche sul rinnovo del contratto).
  2. Interventi di sistema per affrontare il serio problema della dispersione scolastica, particolarmente drammatico nel Meridione e non più rinviabile.
  3. Stabilizzazione del personale precario, con un piano regolato di assunzione (anche per i docenti di sostegno) e la contestuale realizzazione di un sistema di selezione improntato a un “doppio canale” di accesso ai ruoli dell’insegnamento.
  4. Modalità di selezione concorsuali eque, obiettive e meritocratiche (e non aridamente nozionistiche).
  5. Inclusività ed educazione a una cittadinanza attiva e responsabile, per una scuola in cui anche i più piccoli siano valorizzati in quanto persone. Di qui l’urgenza di rendere obbligatoria la scuola dell’infanzia, con investimenti strutturali sulla fascia d’età fino ai 6 anni finalizzati anche al superamento dei divari territoriali.
  6. Lotta contro ogni forma di discriminazione e di alimento delle disuguaglianze (come la distinzione tra presunti docenti “esperti” e presunti docenti “non esperti”).
  7. Incremento del tempo pieno e riduzione del numero degli alunni presenti in aula per mettere fine all’annoso fenomeno delle “classi pollaio”.
  8. Trasparenza concorsuale e amministrativa.
  9. Istituzione di legami e relazioni strutturali col mondo dell’università e della ricerca.

Sono solo alcuni dei punti provvisori ed essenziali – conclude – da cui partire per una rifondazione della scuola. Li preciseremo, li arricchiremo, li integreremo col contributo di tutti. Inviate le vostre riflessioni, le vostre considerazioni, le vostre proposte all’indirizzo arcangeli.lascuolachevogliamo@gmail.com

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