È partita la campagna elettorale con le solite promesse di aumenti per gli insegnanti

È partita la campagna elettorale con le solite promesse di aumenti per gli insegnanti

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L’ultima in ordine di tempo è quella di Enrico Letta segretario del PD che promette stipendi nella media europea per gli insegnanti ma solo alla fine della diciannovesima legislatura e cioè fra 5 anni.

I partiti sono ben consapevoli che i docenti sono circa un milione con un basdo tasso di astensionismo e possono movimentare molti voti il prossimo 25 settembre ma sono altresì consapevoli che in questi anni nulla hanno fatto per le loro retribuzioni, la loro è una “cattiva coscienza” per averli sempre trascurati, a differenza di quanto è accaduto negli altri Paesi e così ora pensano di recuperare consenso tra gli insegnanti dal punto di vista elettorale.

Lo schema è sempre il solito ad ogni elezione: promesse in campagna elettorale cui poi non seguono i fatti una volta ottenuto il voto, quindi le stesse promesse non mantenute si ripetono nella legislazione successiva.

Sono ormai trent’anni che assistiamo a questa commedia.

Noi di SBC pensiamo a questo punto che sarebbe più serio e dignitoso per i partiti evitare di fare promesse peraltro differite di 5 anni, quando non si è in grado di mantenere gli impegni.

Questi , per restare nel merito, vanno circostanziati, calendarizzati, vanno individuati gli strumenti normativi per realizzarli ( legge di bilancio) e per i contratti va superata l’anacronistico adeguamento all’inflazione programmati che a ogni contratto ha sempre più umiliato i docenti.

Libero Tassella SBC