PSI scuola, università e ricerca, drammatici i risultati del concorso ordinario

PSI scuola, università e ricerca, drammatici i risultati del concorso ordinario

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La qualità delle conoscenze possedute da un docente, la sua capacità di svolgere efficacemente una professione così importante per la società tutta, non possono essere certamente determinate da un quiz crocette, da prove standardizzate. Per questo, al netto dei drammatici risultati del concorso che in questi giorni si sta svolgendo in tutto il nostro Paese, il sistema di reclutamento del personale docente deve essere radicalmente modificato. Il PSI ha da tempo elaborato le sue proposte. Concorsi ordinari, abilitazioni, specializzazioni per i docenti di sostegno dovranno essere programmati annualmente. Concorsi trasparenti, rapidi nello svolgimento ma che permettano ai candidati di poter realmente esprimere in sede d’esame le loro capacità prima ancora che le loro conoscenze e alle Commissioni di poter valutare le reali attitudini e motivazioni degli aspiranti docenti. In questo senso fondamentale è il ruolo di corsi universitari che prevedano, come accade già oggi in pochi casi, percorsi abilitanti in tutte le discipline.

Ma il PSI ha le sue proposte anche in materia di riordino dei cicli. Combattere l’abbandono scolastico, sostenere lo sviluppo di competenze specifiche e contemporaneamente garantire a tutti i nostri giovani un buon livello di conoscenze, rende necessaria l’estensione degli studi secondari di primo grado seguiti da un triennio superiore fortemente specialistico. Ciò permetterebbe alle studentesse e agli studenti di scegliere il proprio percorso di specializzazione superiore con maggior consapevolezza. La consapevolezza è la principale avversaria dell’abbandono scolastico. Il PSI attraverso il sen. Nencini ha sollecitato il Ministro Bianchi affinché, prima possibile, si svolgano gli “Stati generale della scuola”. Il PSI ha pronte le sue proposte. Così, in una nota, Enzo Maraio Segretario nazionale PSI e Luca Fantò, Referente nazionale PSI scuola, università e ricerca