SBC : “La condizione degli insegnanti oggi è quella di una resa incondizionata e a priori”

SBC : “La condizione degli insegnanti oggi è quella di una resa incondizionata e a priori”

Tutto è vano, tutto è inutile per gli insegnanti ed è l’ l’effetto del regime autoritario dell’attuale governo delle scuole statali e del cambiamento antropologico degli insegnanti stessi che oramai si percepiscono come impiegati di concetto, e così sono stati ridotti, passivi esecutori delle didattiche di Stato e delle direttive del DS imposte in maniera autoritaria.

Con il pensionamento dei docenti che si erano formati negli anni Settanta o a cavallo dei Settanta e Ottanta del vecchio secolo, gli insegnanti ormai sono percepiti e si percepiscono come soggetti molto deboli, incapaci di opporsi, criticamente individualisti e pronti all’ubbidienza, sfogano tuttavia le loro contraddizioni solo sui new media, sublimando nella piazza virtuale la loro incapacità di opporsi all’interno del loro istituto scolastico, in particolare nei Collegi dei Docenti che sono stati ridotti in conferenze di servizio dei DS e dei loro staff.

Con comportamenti che vanno dall’ individualismo, alla passività, , all’indifferenza a un ribellismo soggettivo e anarchico , più che a fare massa critica percependosi come una categoria di lavoratori, oggi l’insegnante pensa di risolvere il suo problema personale , oltre quello purtroppo è difficile che vada , con un ricorso individuale, da qui la fortuna dei ricorsifici che si sono trasformati in questo ventennio anche in sindacati.

In questo contesto oggi la mobilitazione degli insegnanti su argomenti che li riguardano come categoria ( es. contratto, organici, vincoli nella mobilità, sicurezza nella scuola, reclutamento ecc..) è molto difficile.

Lo abbiamo visto recentemente con lo sciopero del 10 dicembre 2021dei sindacati della scuola al quale ha partecipato solo il 6% della categoria.

E su questo collasso degli insegnanti italiani dovrebbero riflettere non poco le organizzazioni sindacali, anche perché questa situazione è anomala se raffrontata, ad esempio, con quanto succede in Francia, dove allo sciopero contro i protocolli di sicurezza del Ministro, ha aderito il 75% dei docenti francesi, una percentuale impensabile oggi in Italia anche se la condizione dell’insegnante italiano e peggiore rispetto a quella dei docenti d’oltralpe, pensiamo solo al livello retributivo.

È più facile coinvolgerli come singoli cittadini in tematiche eccentriche rispetto al loro lavoro ( Obbligo Green Pass, Vaccino obbligatorio per citare solo due recenti problemi ) che su tematiche che li riguardano professionalmente da vicino ( rinnovo contratto scaduto o i vincoli nella mobilità).

Libero Tassella SBC