Università, PNRR dalla Riforma delle Lauree alla facilitazione dell’ingresso del mondo del lavoro. “Cosa cambia per i giovani professionisti nella manovra Finanziaria”

Università, PNRR dalla Riforma delle Lauree alla facilitazione dell’ingresso del mondo del lavoro. “Cosa cambia per i giovani professionisti nella manovra Finanziaria”

Dicembre 19, 2021 0 Di Salvatore Iannone

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La Voce della Scuola LIVE – 53esima puntata

 

Partecipa: Luigi Iovino, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati

Onorevole Iovino, il suo modo di fare politica è molto vicino al mondo dei giovani, così come alle loro esigenze, dal momento che tantissimi sono stati gli interventi e le battaglie alla camera che Lei ha portato avanti. Ce ne può illustrare qualcuno?

“Fare politica è stata sempre la mia passione anche durante l’università. Sono convinto che giovani debbano partecipare alla vita attiva, ai gruppi, alle associazioni, non dedicando mai il tempo solo a sé stessi. Frequentando l’Università di Salerno, questa passione è cresciuta anche grazie ai compagni di corso, alle persone che mi sono state vicino. Qualche anno fa nella manovra finanziaria inserimmo, grazie all’allora Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, una norma che prevedeva l’assunzione degli under 35 su tutto il territorio nazionale con uno sgravio del 100% per le imprese. La norma è partita nel 2019 e durerà fino al 2023 ed è valida per tutti i giovani assunti a tempo indeterminato; le imprese che assumeranno non pagheranno i contributi. Si tratta di una misura che favorisce gli imprenditori che assumono giovani e ci teniamo a diffonderla il più possibile perché la riteniamo una delle riforme più importanti degli ultimi anni. Tra gli emendamenti che ho proposto e che sono stati approvati ci sono: il rimborso di affitto per gli studenti fuori sede, perché chi non rientrava nelle condizioni utili per ricevere borse di studio, non poteva ottenere nessun aiuto dallo Stato, questo emendamento ha permesso di ottenere il rimborso di tutte le somme versate per l’affitto durante i mesi di pandemia. Questa misura è stata già approvata, adesso ho chiesto una proroga anche per quest’anno; inoltre si sta promuovendo la digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione, misura di cui non si è ben compresa la portata, ma che invece è di supporto soprattutto nelle situazioni di disagio come per le persone con disabilità che hanno difficoltà a recarsi negli uffici pubblici e ottenere dei documenti. C’è inoltre un emendamento relativo alle sovvenzioni per i giovani per il periodo che va tra il conseguimento della laurea e il momento in cui viene trovato il lavoro”.

Onorevole Iovino, secondo Lei come possono i giovani di oggi, universitari o meno, inserirsi nel mondo del lavoro? Quali sono i punti di forza sui quali il nostro governo deve investire? È presente qualche vulnus nel nostro sistema?

“Tra le criticità che abbiamo in questo paese c’è innanzitutto un aggravio di burocrazia che rallenta di molto tutte le iniziative, si tratta di una stratificazione molto complessa sia burocratica che amministrativa che rende difficoltoso e lento tutto il sistema delle riforme. Ad esempio, durante la prima fase della pandemia quando si stanziò il bonus di €600 per i lavoratori, la gestione della misura venne affidata all’INPS, ma l’INPS impiegò diversi mesi prima di far partire l’iniziativa, questo perché il personale non è all’avanguardia per quanto riguarda l’uso di mezzi telematici ed è sottodimensionato. Ma la burocrazia incide molto: quando lo Stato approva una misura, questa deve passare al Ministero competente, poi agli enti preposti; in ogni passaggio si perdono mesi preziosi. La pandemia ci ha insegnato tanto, e ha posto alla ribalta quando sia necessario sburocratizzare i meccanismi, il che non vuol dire dare tutto a tutti in modo molto semplice, ma usare sempre misure chiare e trasparenti soltanto in modo più veloce”.

Onorevole Iovino, la manovra di bilancio è ai suoi ultimi giorni, quali sono stati gli emendamenti da Lei presentati o che Lei ritiene più validi? Che posto occupano i giovani nel programma economico del governo, anche alla luce delle risorse del PNRR e del NextGen Eu?

“Nel PNRR si parla sempre dei giovani, anche se non lo si fa in modo esplicito. Quando si parla di digitalizzazione, di sociale, di posti di lavoro si pensa sempre ai giovani. Ma i giovani non devono essere aiutati solo a trovare un lavoro. È importante anche intervenire sulla qualità della vita. Se si appartiene a territori deprivati culturalmente, dove non c’è la possibilità di aggregazione sociale, il lavoro è solo uno dei problemi. Bisogna intervenire anche per migliorare le possibilità di questi giovani di riunirsi in associazioni, di avere possibilità di confronto. Per quanto riguarda le proposte emendative -ricordo che si sta cercando di velocizzare il lavoro parlamentare, nella fase emendativa il decreto ha 60 giorni di tempo per essere convertito in legge e durante questi 60 giorni tutti i partiti possono migliorare il decreto con delle proposte in emendamento- una delle proposte da me presentate riguarda la possibilità di conseguire la doppia laurea durante lo stesso anno accademico. Era infatti vietata l’iscrizione contemporanea a più di un corso di laurea, divieto che risaliva a un Regio Decreto del 1933. Abbiamo ritenuto di superare questo divieto, perché grazie alla digitalizzazione e al fatto che molte facoltà registrano le proprie lezioni, attraverso la DAD si può consentire agli studenti di poter seguire più corsi accademici contemporaneamente e quindi conseguire più di un titolo di laurea nel medesimo tempo. Penso a percorsi di studio affini, dove gli esami sono spesso convalidati e quindi basta semplicemente il superamento di pochi altri esami per poter acquisire un’altra laurea. In questo caso si propone quindi di agevolare i giovani universitari”.

Onorevole Iovino, la lascio con un ultimo quesito, di natura personale. In base alla sua esperienza, che l’ha visto come il secondo deputato più giovane mai eletto alla Camera, cosa pensa dei giovani in politica? È necessario uno svecchiamento delle istituzioni? Possono i giovani creare posti di lavoro per altrettanti giovani servendosi della politica, come ha fatto Lei, d’altra parte?

“Prima di tutto, ci tengo a ringraziare il presidente della Camera Fico perché mi ha concesso di attuare queste riforme e consentire la partecipazione dei giovani, prima di tutto attraverso il tirocinio alla Camera, che permette loro di seguire praticamente i lavori del Parlamento, poi attraverso le mie proposte. I tirocini permettono ai giovani di partecipare e seguire l’attività legislativa della Camera e del Senato. Bisogna ricordare che il nostro ufficio di competenza di Camera e Senato è tra le più competenti d’Europa, presenta infografiche di alto livello che vengono usate da enti internazionali, come ad esempio la NATO. Voglio insistere su una cosa: io sono riuscito a 25 anni, grazie al Movimento, ad entrare in questa alta carica istituzionale, che svolgo con orgoglio e impegno, e vorrei che anche altri giovani si avvicinino sempre di più alla politica e partecipino attivamente alle attività dei loro luoghi d’origine. Preciso che non ho sempre vinto, anzi ho subìto delle sconfitte a livello politico, ma queste mi hanno reso più forte, sono state delle esperienze che mi hanno aiutato a crescere personalmente e politicamente, anche con l’aiuto delle persone che mi affiancavano. Se avessi aspettato solo il momento in cui fossi stato sicuro di vincere, probabilmente non sarei dove sono adesso. C’è bisogno di coraggio, i giovani non devono aspettare, ma devono mettersi in gioco, partecipare. Ci sono giovani che hanno la capacità di fornire un contributo concreto alla politica. Spesso la politica è stata vista non come un mezzo per creare occasioni di lavoro, ma un ‘lavoro’ vero e proprio, per sé stessi. Noi del Movimento abbiamo dimezzato il nostro stipendio e tutte le cariche istituzionali, come la mia che è quella di Segretario di Presidenza della Camera dei deputati, prevede un’indennità, di non pochi spiccioli, a cui noi rinunciamo per destinarlo ad attività sociali. È un atto di coraggio che facciamo per dare il messaggio che la politica non debba essere usata per i propri interessi. Non solo io, ovviamente, ma tutti i Parlamentari 5 Stelle che percepiscono un’indennità suppletiva ritengono sia giusto non approfittarsi della politica, ma lavorare per gli altri. La politica è un impegno attivo per migliorare la vita soprattutto dei giovani perché loro sono il futuro del nostro paese. Sappiamo di non avere sempre ragione, spesso abbiamo fatto degli errori ma chi non fa non sbaglia, quindi le nostre iniziative sono tese sempre al miglioramento, ad andare oltre e approvare misure che spesso sono impopolari ma coraggiose”.