Scuola, Pittoni: “I fondi del PNRR saranno investiti prevalentemente nelle strutture, non nel personale”

Scuola, Pittoni: “I fondi del PNRR saranno investiti prevalentemente nelle strutture, non nel personale”

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49esima puntata La Voce della Scuola Live
Legge di Bilancio 2022
“Le novità in arrivo con la prossima Manovra”219 articoli per un totale di circa 30 miliardi di euro”

I fondi del PNRR saranno investiti prevalentemente nelle strutture, non nel personale. Così rischiamo di creare cattedrali nel deserto – così il Senatore Pittoni, Responsabile Scuola della Lega, intervenuto nella diretta de “La Voce della scuola LIVE”- 49° puntata.


Senatore Pittoni, cosa propone per il vincolo dei neo-trasferiti?


“Questo problema l’ho sollevato da tempo, per adesso siamo riusciti ad ottenere la riduzione da 5 a 3 anni, con l’impegno da parte del governo di fare altri passi, come dare la possibilità di presentare domanda di assegnazione provvisoria. Per quanto riguarda gli idonei STEM, non sono preoccupato perché sono sicuro che saranno assunti, come avviene da anni, per ogni concorso si forma un gruppo di idonei che sarà assorbito nel caso ci siano i posti, e in questo caso i posti ci sono; quello che mi preoccupa è la posizione dei precari STEM, anche loro persone qualificate e con esperienza di cui non si parla. Il concorso STEM è stato attivato perché chi lo ha lanciato non sapeva dell’esistenza dei precari, i quali invece esistono e sono relegati nella seconda fascia per le supplenze. Io nel 2013 ho premuto per i percorsi formativi abilitanti, e dal 2014 ripropongo la loro istituzione strutturale. I precari STEM non possono abilitarsi perché sono 8 anni che si attende un nuovo percorso formativo abilitante senza avere riscontri. La mia proposta è che tale percorso sia il passaggio naturale per tutti i precari che raggiungono i 3 anni di servizio, automaticamente”.


Cosa pensa del sistema dei concorsi attuale?

“Il sistema dei concorsi non è attuabile in un momento come quello che stiamo vivendo, ossia quando c’è un’emergenza, mancano gli insegnanti. In passato, nel 1989 vi era un’emergenza più ridotta di questa, e l’allora Ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella provvide a intervenire subito, invece adesso si allungano i tempi bandendo dei concorsi, quando invece si potrebbero chiamare gli esperti presenti da anni nelle graduatorie. Questo problema si riscontra soprattutto nel centro-nord, dove per la mancanza di docenti ci si affida alle MAD.
Quali sono le proposte contenute nella legge di bilancio per risolvere le questioni di vecchia data relative alla CDC A046, all’aumento del tempo pieno e alle classi pollaio? Interventi su questi temi risolverebbero numerosi questioni annose che riguardano le assunzioni e i trasferimenti”.

“Tutte queste questioni sono relative alla mancanza di volontà di assumere. Attuando il mio disegno di legge (n° 1920) si risolverebbero questi problemi alla radice. È gravissimo il non poter disporre del numero fisiologico dei docenti necessari. I percorsi formativi abilitanti che io ho proposto sono soddisfacenti perché non prevedono una risposta a crocette, ma prevedono un percorso di formazione, come chiede l’Europa e come sono stati impostati i vecchi PAS. Ho presentato un emendamento, il 108.0.10, che chiede la riattivazione del PAS per chi ha almeno tre anni di esperienza sul campo; mentre invece per quanto riguarda il sostegno, ho chiesto l’accesso diretto ai corsi di specializzazione, sempre destinata a chi ha più di tre anni di servizio come chiedono i diretti interessati, i docenti, che si offrono di pagare di tasca loro i percorsi e come chiedono i genitori dei ragazzi di cui si occupano questi docenti. Ci chiedono come mai non ci sono docenti specializzati, teniamo conto che circa un terzo dei docenti di sostegno che attualmente sono in sevizio non è specializzato. Spero che il mio emendamento sia approvato trasversalmente sia dalla maggioranza che dall’opposizione, mi sembra che ci sia questa volontà. In questo periodo, sembra che il MEF non abbia molta voglia di mettere soldi sul personale scolastico e sia i percorsi formativi abilitanti che il TFA su sostegno sono a costo zero perché pagati dai diretti interessati. Il MEF in questo caso, non avendo ostacoli di spese aggiuntive, potrebbe concedere il risultato atteso. Il problema su cui io insisto è che se si investe solo sulle strutture si rischia di realizzare delle cattedrali nel deserto. È importante trovare il modo di investire anche per il personale scolastico. In questi giorni sto lavorando ad un nuovo sistema di reclutamento, che segue i principi europei per risolvere anche la questione dei precari, persone e non numeri. Inoltre stiamo cercando di risolvere le questioni tecniche relative al personale Covid, sia docente che ATA di grandissima importanza in questo periodo in cui la pandemia non è ancora passata e il cui supporto è ancora molto importante”.


La realtà è che anche in questa legge di bilancio i fondi per la scuola sono pochissimi. Sembra che la democrazia si è stata sostituita dal tecnicismo e che i nostri politici non riescono a superare, dai blocchi stabiliti dal MEF per quel che riguarda gli investimenti nella scuola. O addirittura si ha l’impressione che dalla scuola si tenda sempre a prendere e ma mai a dare. I vari rappresentanti politici intervenuti nelle nostre dirette si dicono d’accordo ad investire ma di fatto stiamo ancora aspettando che ciò avvenga. In quest’ultimo periodo sembra che tutti i partiti sia della maggioranza che dell’opposizione convergano sulla necessità di investire sulla scuola. Il problema è che le risorse del PNRR sono veicolate verso le infrastrutture e non sul personale, cosa tra l’altro nota già dall’inizio.