E in un mese siamo a tre!

Dal 3 novembre ad oggi le scuole hanno ricevuto tre comunicazioni su come gestire l’emergenza covidiana e quale protocollo seguire in caso di uno o più soggetti covid positivi, unitamente alla condizione vaccinale. Ovviamente è in capo al Ds e al referente covid19 leggere, interpretare e disporre la procedura da seguire che – come Ancodis ha denunciato – presenta elementi di ulteriore complessità organizzativa e gestionale rispetto al protocollo adottato nello scorso anno scolastico.

Siamo alle prese con una “schizofrenia” comunicativa istituzionale che ci ha imposto in meno di un mese di redigere e integrare/modificare le circolari informative alle nostre comunità scolastiche. Chi non sta dentro la scuola e risiede comodamente nei palazzi ministeriali forse non si rende conto quanto tempo e fatica ha richiesto questa differente comunicazione che ha avuto solo il “vantaggio” di lasciarci nell’assoluta incertezza. Per non dimenticare le “diverse” e a volte non tempestive risposte che si ricevono dai DdP in merito alle segnalazioni che tempestivamente – queste si! – il referente scolastico covid19 redige e trasmette (in orario di servizio e non, 7 giorni su sette!). I referenti scolastici covid19 – denuncia Ancodis – sono sottoposti a uno stress lavorativo inaccettabile a causa dell’assoluta confusione da parte di chi invece ha il dovere e la responsabilità di dare indicazioni capaci di mettere le scuole in condizione di avere un protocollo di sicurezza chiaro e univoco per la tutela delle nostre comunità scolastiche.

“La debolezza degli altri anelli del sistema a cominciare da chi è proposto al testing – conclude il Presidente Cicero – si sta scaricando irresponsabilmente sulle scuole, mettendo in crisi un modello che lo scorso anno aveva reso il territorio scolastico certamente tra i più sicuri ed efficienti nel contrasto alla pandemia. Chiediamo al Governo e ai Ministri competenti di porre fine a questa comunicazione che ha avuto solo il merito di mettere molta confusione in tutti gli operatori a diverso titolo coinvolti e PRETENDIAMO finalmente un protocollo di facile attuazione e che davvero possa garantire la massima sicurezza possibile a scuola”.

Si può tollerare tutto questo caos che sta creando un’emergenza nell’emergenza?

Non possono essere le scuole ancora vittime di una “schizofrenia comunicativa”

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