Scuola – Vaccini e numeri

Scuola – Vaccini e numeri

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Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa. (Gregg Easterbrook)

Finalmente il generale Figliuolo la scorsa settimana ha ricevuto dalle Regioni i numeri relativi alla vaccinazione del personale scolastico. Siamo così usciti dal vago mondo delle stime date come certezza dal Ministro Bianchi il 27 luglio in diretta a Tgcom24 (“Vaccinato l’85,5% del personale

scolastico”) e siamo entrati in quello dei dati numerici che, sebbene ancora parziali, ci raccontano tutt’altro, ovvero che non meno del 90% tra Docenti, Collaboratori, Amministrativi e Tecnici, il mondo lavorativo che ruota intorno alla scuola al netto dei Dirigenti scolastici che fanno parte per sé, è già vaccinato e possiede la certificazione di questo status denominata “Green Pass”.

Il “Green Pass” a scuola è obbligatorio. Pur non essendo stata dichiarata l’obbligatorietà vaccinale, dal 13 agosto in nome della salvaguardia della cosiddetta ”scuola in presenza” il Governo ha stabilito con un Decreto Legislativo, il n. 111, che serve il “passaporto scolastico” per entrare a scuola a lavorare, pena la sospensione immediata dal lavoro e, in mancanza della regolarizzazione entro cinque giorni, anche dallo stipendio sino al prossimo 31 dicembre. I ricorsi per i dubbi di compatibilità con la nostra Carta costituzionale e con la Risoluzione 2361/21 del Consiglio d’Europa non si sono fatti attendere ma qui ci interessano i numeri. Ecco le percentuali sinora note del personale scolastico vaccinato divise per Regioni:

  • Le cifre ufficiali fornite dalla Presidenza del Consiglio non sono aggiornate (il Report è al 6 Agosto) e quindi sono sottostimate.
  • Il numero di Docenti, Collaboratori, Amministrativi e Tecnici scolastici non vaccinati è inferiore a 100 mila su scala nazionale (stima della CislScuola al 20 Agosto) ma attenzione, il dato comprende anche il numero delle persone al momento vaccinate con solo la prima dose. In sostanza non possiamo distinguere tra i non-vaccinati e i vaccinati a metà , categoria, quest’ultima, costituita sia da coloro che sono ancora in attesa della seconda dose perché hanno perso la precedenza vaccinale in conseguenza dell’abbandono del criterio per categorie professionali e l’introduzione di quello “per fasce di età”con l’arrivo del generale Figliuolo, sia da coloro che sono guariti dal Covid e quindi sono destinatari di una sola dose.

Guardando poi ai non-vaccinati non ci è dato sapere quanti sono coloro che non si sono vaccinati perchè impediti dal loro stato di salute, quanti coloro che non si sono vaccinati perchè esitanti e quanti coloro che non si sono vaccinati perchè renitenti. A questo punto chiediamo: perché il dato percentuale dei Docenti non viene estrapolato dal numero percentuale del “personale della scuola”? Insomma, quanti sono i Docenti vaccinati?

La distinzione non è peregrina considerando che il personale amministrativo non si trova a contatto diretto con gli studenti in classi sovraffollate e soprattutto considerando il lunghissimo periodo di polemiche accusatorie che hanno investito i Docenti, colpevoli a prescindere senza prove e senza appello, non solo dei deboli risultati degli apprendimenti diffusi dall’Invalsi (nessuno si è mai chiesto perchè bisognasse somministrare a tutti i costi gli ordinari test Invalsi nelle scuole dopo due anni di non ordinaria didattica pandemica?) ma anche di sottrarsi alla vaccinazione, di essere renitenti, irresponsabili, indifferenti al bene comune della scuola, retrogradi, no vax e pertanto diretti responsabili di un eventuale ritorno alla didattica a distanza. Si inizia alcune settimane fa con la denuncia del basso tasso di vaccinazione degli insegnanti da parte del commissario Figliuolo – il tema fa gola, è subito ripreso da numerosi esponenti politici, il dibattito rimbalza per i media – e si finisce, sempre in assenza di evidenze, con la decisione del governo di introdurre l’obbligo del possesso del Green Pass per tutto il personale scolastico a certificare l’avvenuta vaccinazione. Da Marcello Sorgi in una puntata della trasmissione televisiva “In onda” su La7 passando per le affermazioni dell’ex ministra dei Trasporti De Micheli e via di seguito anche su Tweet con “cinguettii” di contenuto ingeneroso di stimati personaggi pubblici , il sostenuto leit motiv è stato “la priorità è far vaccinare gli insegnanti”: “Gli insegnanti vanno stanati per farli vaccinare” si legge su un articolo de “La Tecnica della Scuola”, nota rivista specialistica che si rivolge ad un pubblico di insegnanti. In una situazione al limite del distopico si legifera sull’unica azione politica non determinante per salvaguardare la salute e la sicurezza del fare scuola in presenza, cioè sull’obbligo di vaccinazione per una categoria professionale già quasi totalmente vaccinata , ed i dati ora lo dimostrano, mentre delle tante incredibili mancanze governative – il nulla fatto per incrementare i trasporti scolastici, le classi che dopo due anni di pandemia continuano ad ospitare 28 – 30 alunni più uno/due docenti, l’aerazione “nature” degli edifici, affidata all’apertura delle finestre e transeat se in inverno fa freddo ed entra anche la pioggia, il reperimento di nuovi spazi lasciato all’improvvisazione, non si chiede conto .

Continuano le dichiarazioni generiche sullo stanziamento alle scuole di cifre di milioni di euro che legittimano il dubbio sull’esistenza di una pianificazione delle risorse maturata in modo razionale da febbraio a questa parte per la risoluzione dei cinque nodi pandemici più urgenti.In compenso sono già stati stanziati 358 milioni di euro per un obiettivo individuato senza avere contezza di dati: pagare i Docenti supplenti che saranno chiamati dai Dirigenti scolastici a supplire un numero incerto di Docenti non vaccinati finché costoro non si metteranno in regola con la vaccinazione.

Ma la vaccinazione in massa degli insegnanti nella stragrande maggioranza era già avvenuta perchè partita sin dallo scorso febbraio con il noto (tristemente) vaccino Astrazeneca che fu vietato neanche due mesi dopo agli under 60. Sottoporsi alla vaccinazione è stata una scelta libera e responsabile degli insegnanti stessi, non l’effetto di un obbligo imposto da un governo ‘buono’ a una categoria professionale colpevole a prescindere, non si sa poi di cosa. A ben vedere, non si può non pensare che puntare l’attenzione sugli insegnanti, cioè sull’unico problema della scuola che non esiste, costituisca un potente distrattore rispetto alle vere questioni non risolte.

Occorre fare chiarezza ed essere onesti sul numero dei Docenti non vaccinati, con la necessaria e importante distinzione fra i “fragili” che non potranno vaccinarsi, gli “esitanti” che possono essere supportati nella decisione (è stata mai fatta un’indagine a tappeto sull’esitanza fra i docenti e il personale scolastico?) e i “renitenti” per i motivi più diversi, ricordando che la cronaca di questi giorni ci riferisce che anche fra i Dirigenti scolastici esiste la renitenza. Eppure i Dirigenti scolasticisono stati ritenuti virtuosi a prescindere dal Governo e incaricati di controllare insieme ai DSGA il possesso del Green Pass da parte dei Docenti e del personale scolastico.

Quanti sono i Docenti renitenti? Molte personalità pubbliche che a vario titolo orientano l’opinione comune li hanno subito definiti “no-vax” con l’estrema superficialità che connota l’attenzione alla notizia più che alla sua sostanza, arrecando colpevolmente e pretestuosamente danni irreparabili alla scuola nello stesso momento in cui sviliscono la credibilità di chi è riuscito a tenerla dignitosamente in piedi in piena pandemia.

I Docenti già vaccinati, quelli che non potranno vaccinarsi e i pochissimi che forse non vorranno vaccinarsi saranno gli unici a rischiare quando entreranno a fare lezione in classi di trenta studenti non vaccinati, dove mantenere il distanziamento di sicurezza indicato in almeno 1 metro di distanza fra i banchi e in due metri dalla cattedra non è più obbligatorio ma “consigliato”, come deciso dal CTS nonostante sia conclamato che la subdola variante Delta oggi corre più veloce e soprattutto tra bambini, adolescenti e giovani.

Le misure adottate per la scuola nel Protocollo nazionale sono inadeguate a proteggere alunni e insegnanti dal contagio e il provvedimento del Green Pass per i Docenti, un unicum in Europa, non crea affatto ambienti sicuri , è una misura inutile perché nel contesto scuola la vaccinazione è solo UNA delle misure e non LA misura. A chi giova la polarizzazione dell’attenzione, sia a livello mediatico che politico, su un fattore non determinante per la sicurezza della salute di chi lavora, vive e studia nella scuola e per un sicuro ritorno in presenza nelle classi? Sicuramente all’inerzia del Governo, di un Ministero che spara a zero sui suoi professionisti, ne lede ancora una volta l’immagine, la reputazione, il prestigio.

Ci si prepara al tentativo di far ricadere sugli insegnanti ‘non vaccinati’ la responsabilità di eventualifuturi ritorni alla Didattica a distanza? Ebbene, a quanto pare il Ministero dell’Istruzione non la scongiura affatto tant’è vero che nella Nota “Indicazioni operative per le Istituzioni scolastiche”del 24 agosto è sempre prevista nei diversi capitoli di spesa. D’altra parte, se qualcuno – ogni riferimento a fatti, persone e intenzioni è puramente immaginario – volesse smantellare l’istruzione pubblica completando il processo di riduzione della scuola ad un apparato di potere burocratico-gestionale, il sistema più sicuro non sarebbe forse quello di spazzare via il punto di resistenza più significativo, cioè la residua autorevolezza e credibilità della classe docente?

Grafici nell’allegato Articolo_Zisa&Malgioglio

Antonella Daniela Zisa, del Movimento Docenti Romani

Luca Malgioglio, de “La Nostra Scuola”