Lettera alla Redazione: “Uno schifo inaccettabile”

Lettera alla Redazione: “Uno schifo inaccettabile”

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La cosa più mortificante è il dover rischiare di essere buttati fuori dalla scuola, dopo anni di onorato servizio, per far posto a chi sarà più fortunato nei concorsi lotteria, per far posto ai più giovani senza esperienza e a qualche raccomandato… Uno schifo inaccettabile!

Dal 2014 non si dà la possibilità di conseguire l’abilitazione su materia tramite percorsi abilitanti, motivo per il quale la maggior parte dei precari non è abilitata, nonostante i precari abbiano consentito alle scuole di continuare a funzionare anche in condizioni difficili durante l’emergenza pandemica; per i non abilitati non ci sono stati concorsi per l’immissione in ruolo dall’anno 2012 al 2020 e, dopo anni di attesa, la prima possibilità è stata un concorso “straordinario”, imposto in piena pandemia, pieno di insidie con “modalità di selezione assurde”, voluto per bocciare quanto più possibile.

In tutti questi anni di precariato imposto per legge, i docenti precari hanno svolto con passione e dedizione il loro ruolo, avendo gli stessi doveri dei colleghi di ruolo, svolgendo tutte le mansioni che svolgono i colleghi di ruolo, ma senza vedersi riconosciuti gli stessi diritti.

Alla mancata stabilizzazione, disattendendo la direttiva 1999/70/CE, si aggiunge l’avvio dei concorsi ordinari, che sono stati semplificati su misura per i neolaureati freschi di nozionismo, imposti in fretta e furia al termine di un anno storico pieno di continui stravolgimenti tra didattica a distanza e in presenza, senza neppure dare la possibilità di partecipare a chi non si era iscritto l’anno precedente quando il concorso ordinario era da svolgere con due prove scritte, una prova orale, eventuale preselettiva e prova pratica. Oltretutto, tali concorsi ordinari sono stati semplificati senza alcun percorso formativo, svalutando in questa maniera il concetto che sta alla base dell’abilitazione all’esercizio della professione; le due prove scritte a risposta aperta, sono sostituite da una prova scritta a quiz, in modo da rendere tali concorsi somiglianti molto più ad una lotteria che a concorsi non adeguati a valutare il merito, e ciò rappresenta il motivo principale per cui non è corretto mettere in gioco un precario con esperienza di almeno tre anni con chi non ha niente da perdere, facendolo rischiare in un altro concorso, tutt’altro che meritocratico, mentre la direttiva 1999/70/CE chiede di riconoscere l’esperienza professionale, che è indispensabile per l’acquisizione delle competenze, attraverso la stabilizzazione.

Michele Molisso

 

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